Internazionali d’Italia: istruzioni per l’uso (di Marco Mazzoni)

Roma Caput Mundi. Beh, lo dice non solo la storia, ma anche l’appassionato di tennis! L’attesa è quasi finita, il prossimo 7 Maggio scatteranno gli Internazionali d’Italia 2011 nella storica cornice del Foro Italico in Roma. E’ un appuntamento da non perdere per mille motivi. Intanto sarà l’unica vera occasione per gustarsi il tennis dei grandi campioni in Italia. Infatti da qualche anno l’evento romano è rimasto l’unico torneo Atp in Italia. Sono ormai sbiaditi ricordi i tornei di Firenze, Bologna, Genova, Milano, Venezia e via dicendo. Un’emorragia inarrestabile che dagli anni 90 s’è abbattuta come un domino, radendo al suolo tutti i nostri tornei, e anche la possibilità di gustarsi dal vivo in Italia i professionisti di massimo livello. Solo Roma s’è salvato, la vetrina del nostro sport in Italia, sostenuto con forza e vigore della Federazione, che ogni anno ha investito moltissimo per salvarlo dal vortice perverso che sta spostando tutto il mondo dello sport verso gli “sporchi” petroldollari degli Emiri, senza cultura e tradizione, senza rispetto per nulla e per nessuno. Roma è da tanti considerato il torneo più bello dopo quelli dello Slam. Forse non è vero, ma a noi piace pensarlo, e vedere che il nostro evento cresce in modo esponenziale, come interesse, strutture e cornice, ci riempie per una volta di orgoglio. E dall’anno scorso con il nuovo stadio abbiamo finalmente una struttura degna dell’evento. Il Foro Italico sarà sempre angusto, con tanti limiti, ma che fascino!

Con questo articolo voglio raccontarvi un po’ della magia di questa settimana romana, che ogni anno tutti gli amanti del tennis aspettano in modo frenetico, per assaporare la classe di Federer, la “garra” di Nadal, l’esuberanza di Djokovic e magari sperare di ritrovare in campo un azzurro gladiatorio quanto il Volandri 2007, che osò issarsi sino in semifinale sgambettando niente di meno che Re Roger. Ecco che vi racconterò qualche aneddoto vissuto dal di dentro, e qualche interessante consiglio per vivere bene il torneo, per i tanti fortunati che andranno al Foro, o col biglietto singolo o magari grazie alle varie comitive che tanti nostri club toscani organizzano ogni anno con successo, portando soprattutto i ragazzini più giovani a vivere la magia dei campioni, sperando magari di strappare anche un sorriso, un autografo. Attenzione: la prevendita è andata fortissimo, e quindi occhio a muoversi fino a Roma senza biglietto, pena il poter entrare (forse) solo sui campi laterali. A meno di non cadere nelle grinfie dei pessimi bagarini, che purtroppo come avvoltoi si aggirano maligni nei pressi dell’Olimpico. Attenti alla fregature.

Arrivare al torneo è piuttosto facile. In auto basta imboccare il grande raccordo anulare in direzione Salaria, uscire alla n.6 in direzione Saxa Rubra – Stadio Olimpico, e seguire i cartelli che in pochi minuti vi condurranno sotto al Monte Mario, dove la mole dello stadio di Roma e Lazio non passerà inosservata. Per il parcheggio c’è buona disponibilità soprattutto in settimana, intorno alla Farnesina (monolitico blocco bianco di epoca fascista); oppure appena al di là del ponte Duca D’Aosta (posto quasi di fronte all’ingresso principale degli Internazionali) c’è un parcheggio pubblico non sempre pieno, dove con 4 euro di monetine al parchimetro potrete lasciare l’auto fino alle 20. Non vi fate intimorire dai molti extracomunitari al bivacco, perlopiù sudamericani: sono piuttosto inoffensivi, anche a tarda sera. Semmai attenzione intorno alla Farnesina ai troppi parcheggiatori abusivi, per fortuna non sempre presenti, che con aria non proprio accomodante vi diranno “dottò, la macchina la guardo io…”. A voi la scelta se lasciargli qualcosa o far finta di nulla, personalmente vi consiglierei di spostarla qualche metro più in là, a caccia di miglior fortuna….
Se arrivate in treno, la metropolitana non arriva fino al Foro. In questo caso cercate di arrivare in zona Flaminio con tram o bus, e poi con 5 minuti a piedi nella zona di Viale del Vignola sarete al Ponte Duca d’Aosta, e vedrete le sagome rosse dei palazzi del Coni che vi diranno “siete arrivati!”. C’è sempre anche il taxi (dal centro città vi chiederanno sugli 8-10 euro), ma siate pronti a sorbirvi la solite chiacchiere su Roma o Lazio, a seconda dei casi…

Arrivati dentro, l’area del torneo è stata molto ingrandita. E’ perfino bella, variopinta e piuttosto ampia. Quest’anno col torneo “combined” (uomini e donne insieme, altra grande novità, non accadeva dal 1978) sono state tolte alcune aree per far posto ad un paio di nuovi campi, quindi anche per il sottoscritto ci saranno delle cose nuovissime, da provare e scoprire insieme a voi. Prima di entrare obbligatorio comprare qualcosa da mangiare, a meno che non siate proprio previdenti e ve lo siate preparato a casa. Perché? Non mancano le aree di ristoro, ma fino all’anno scorso i prezzi erano imbarazzanti rispetto alla qualità del cibo. Con meno di 5 euro non prendi nemmeno un pacchetto di patatine… un trancio di pizza modesto = 5 euro; un hot dog = 5 euro. Un gelato confezionato: 3 euro, una bibita dai 4 ai 5 euro… e queste sono le cose più a buon mercato. Quando un paio d’anni fa presi un caffè (pure cattivo) per la modica cifra di euro 2, mi rivolsi ad un Carabiniere che era accanto a me e scherzando gli dissi “ma siete qua per vedere il tennis o per arrestare tutti per rapina?”… Il giovane militare sorrise beffardo, scossando le spalle… Ammetto che la Federazione ha lavorato benissimo in questi anni per migliorare a 360° il torneo, con risultati eccellenti. Ma sul lato della ristorazione non ci siamo proprio, soprattutto se pensiamo ad un pubblico sempre più giovane quando non giovanissimo… tirare il collo su bibite, panini e gelati mi pare un autogoal.

Come organizzare la giornata? Questo è forse il consiglio più interessante che mi sento di dare, dopo quasi 20 edizioni vissute al Foro, prima da appassionato, poi da giornalista. Quest’anno il programma, visto l’enorme numero di incontri necessari a portare a termine il torneo Combined, inizierà alle ore 11 sui campi laterali e alle 12 sui campi principali, oltre alla sessione notturna su Centrale e Pietrangeli. Vi consiglio caldamente di iniziare la giornata sui campi 5 e 6, quelli più laterali sulla destra entrando nell’impianto, i più vicini alla curva Sud dell’Olimpico. Perché? Vari i motivi. Intanto sarete nelle ore più calde sotto l’ombra fantastica di alti pini, e potrete consumare ottimamente il vostro pranzo a sacco; inoltre sui campi principali di solito il primo match è quello più scarico (a meno che non vi interessi un giocatore in particolare). Poi, posizionandosi nell’angolo del campo 5 o 6, potrete vedere 2 match allo stesso tempo, molto molto vicini ai campi da gioco. Quindi è d’obbligo spostarsi per un’oretta sul Pietrangeli, perché in quel campo si respira la storia del nostro tennis, e poi si vede BENISSIMO! Ho visto in vita mia diversi tornei, anche all’estero; in quasi nessuno ho trovato la comodità, il fascino, la visuale incredibile del Pietrangeli. Un concentrato irripetibile di bellezza e fascino, non ve ne pentirete. Unico avviso: occhiali da sole imprescindibili se c’è bel tempo, perché il bianco del marmo riflette di brutto!
Poi potrete finalmente fare l’ingresso sul nuovo centrale. Anch’esso bianco, grande, un catino ben costruito per vedere il tennis, in quasi ogni posto si vede bene, anche se si è alti. Il suono della palla è amplificato, e delle vetrate non ostruiscono la vista. L’anno scorso non era ancora finito, sono io stesso curioso di vederne la struttura definitiva. Aneddoti sul nuovo centrale? Eccone un paio. Claudio Pistolesi, ottimo ex tennista e oggi coach di Soderling, fu uno dei primissimi a calcarlo l’anno scorso, appena inaugurato, poiché il suo assistito dell’epoca Berrer giocò il primo match ufficiale contro Hanescu. Lo incrociai davanti alla sala stampa e mi disse “il manto del centrale è un biliardo, soffice, bellissimo!”. Curiosa anche la gaffe che durante la solenne inaugurazione vide attore Gianni Letta, braccio destro di Berlusconi ma evidentemente poco avvezzo al nostro sport: ebbe modo di chiamare Pietrangeli “Antonio”…mentre i fotografi decisero di non immortalare la celebrazione, ponendo polemicamente le loro macchine fotografiche per terra, per lamentarsi pubblicamente degli spazi di lavoro, a loro dire troppo angusti per un evento di questo livello. Vedremo se l’edizione 2011 avrà posto rimedio anche a questo. Personalmente posso dire che la stampa scritta invece aveva tutti i comfort che un bel torneo può offrire.

Ultima nota: acquisti. Gli stand commerciali vi offriranno di tutto e di più, ma occhio ai prezzi e non comprate al primo giro, fatene alcuni per scegliere bene. Il gadget più cool? Forse sarà ancora la palla gigante Dunlop, da sempre la più venduta, sperando di portarla a casa carica di autografi dei big. E per farsi fare l’autografo, due dritte: passate per gli stand delle varie case. Molto spesso i campioni passano una mezz’ora proprio nello shop, per attirare le persone ovviamente… e lì saranno ben disposti per firmare e sorridere. Di solito questi appuntamenti sono reclamizzati proprio negli stand, quindi antenne dritte! Inoltre i campi di allenamento sono quelli sotto alla terrazza della club house, e il corridoio di accesso ai campi ed agli spogliatoi è uno solo. Sarà sempre ben presidiato dalla security, ma i vari Nadal, Federer e compagnia sono obbligati a passare da lì. Pertanto se volete a tutti i costi la firma di Roger sulla vostra mega-palla, appostatevi circa 3 ore prima che inizi il suo match, e vedrete che puntualmente, da buon svizzero, passerà. Se gli “gira bene”, magari si fermerà a firmare palle e cappellini! L’anno scorso allo stand Nike ci fu una bella mostra delle loro scarpe più storiche, calzate da vari McEnroe, Agassi, Sampras e via dicendo. Chissà quali chicche ci aspettano quest’anno. Mancano pochi giorni. Armatevi di macchina foto, cappellino e tanta passione. Roma vi aspetta, sempre più bella, sempre più tennistica.

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