Intervista esclusiva Carla Mel: “E’ stata una stagione difficilissima, ma l’ho vissuta in maniera serena. Da alcune persone mi sarei aspettata un trattamento più elegante, ma ho grande fiducia nel mio circolo e nella mia squadra”

Il terzo scudetto consecutivo nel campionato di Serie A femminile del Tc Prato è stato certamente quello più sofferto. Il riferimento non è solo alle battaglie sportive che hanno contraddistinto le semifinali contro il Tc Parioli e la finale contro il CA Faenza, ma alla delicata situazione societaria che si è protratta per tutta la stagione e che ha influito, direttamente o indirettamente, anche sulle vicende della squadra. Dopo il trionfo di Foligno, abbiamo raggiunto Carla Mel, storico capitano della prima squadra femminile del Tc Prato e quest’anno sostituita da Gianluca Rossi nel delicato ruolo.
Carla, Come hai vissuto questa stagione a dir poco tumultuosa?
Nonostante non abbia ricoperto il ruolo di capitano che ho tenuto per molti anni ho vissuto il campionato con serenità, e con me tutte le ragazze scese in campo: sono sempre stata presente e vicina alla squadra, e Gianluca Rossi è stato molto bravo a rispettare un legame che esisteva da tanto tempo e che non è certo venuto meno quest’anno.

Qual’è stato il momento più difficile, quando hai temuto che il ciclo vincente del Tc Prato sarebbe finito di colpo e nel peggiore dei modi?
Non ho mai temuto questo, a dir la verità, e ancora oggi sono fiduciosa per il futuro. La forza del gruppo è tale che mi sono sempre sentita tranquilla, anche nei momenti più difficili, e nonostante le frizioni il clima è sempre stato piuttosto sereno.
Torniamo all’inizio di questa travagliata stagione. La nuova dirigenza del circolo decide di portare avanti una politica sportiva più oculata e di diminuire gli investimenti sulla squadra di Serie A: ma che legame c’è tra questo e la decisione di estrometterti dal ruolo di capitano?
Non c’è nessun legame, di sicuro questa decisione non è stata presa per motivi economici. In passato con i direttori sportivi c’è stato qualche dissapore, ma si tratta di cose normalissime quando fai sport di alto livello: subito dopo la mancata conferma nel ruolo di capitano ci siamo immediatamente chiariti, e adesso siamo in ottimi rapporti. Ma la decisione era presa, ed evidentemente tornare indietro per qualcuno non è stato possibile.
Il riferimento è alla retromarcia di alcuni dei consiglieri, che chiedono il tuo reintegro, ma il presidente Leonardo Pugi si oppone e il consiglio cade…
Sì, ma per chiarezza il consiglio non è caduto unicamente per colpa di Carla Mel: c’erano sicuramente altri motivi al di là della squadra e del campionato di Serie A. Sono consapevole che la posizione del presidente non derivava da un contrasto personale nei miei confronti, ma probabilmente avrebbe vissuto il tornare sui suoi passi come una sconfitta e un segno di incoerenza. Non imputo a lui niente da un punto di vista sportivo, visto che non conosce le dinamiche tennistiche e non ha mai vissuto assieme alla squadra, ma mi sarei aspettata almeno un comportamento più elegante e un grazie per il mio impegno profuso in queste stagioni.
A Ottobre inizia il campionato Serie A in un clima non certo ideale. Finito il girone si arriva al momento più delicato: alla vigilia delle semifinali Camerin e Dentoni terminano le presenze pattuite e il circolo ha l’intenzione di schierare contro il Tc Parioli soltanto le giovani. Piccinetti e Peoni tuttavia si fanno male e la dirigenza è costretta a richiamare le “senatrici”: com’è finita tutti lo sappiamo… Che cos’hai pensato in quei momenti?
La squadra è sempre stata serena e non ha vissuto sulla sua pelle tutte quelle diatribe, grazie alla professionalità di Maria Elena e Corinna, ma è innegabile che siano stati momenti delicati. Non si può negare il fatto che se le due ragazze giovani fossero state in salute, le nostre due titolari non avrebbero giocato e quasi sicuramente non avremmo vinto il titolo italiano. Non voglio entrare nel dettaglio di aspetti economici, ma è facilmente intuibile la portata di una decisione del genere, ovvero lasciare a casa le nostre due giocatrici più forti nelle due partite più importanti della stagione, senza dimenticare il fatto che per tutto l’anno abbiamo fatto a meno di Martina Trevisan.
Io sono la prima fautrice di una politica di valorizzazione dei giovani, ma non questo il modo in cui la si persegue. Nessuno aveva informato Piccinetti e Peoni che sarebbero state schierate contro Parioli, se non qualche giorno prima, e in quel caso sarebbero state catapultate su un palcoscenico più grande di loro nel momento sbagliato.
Dopo tutto quello che è accaduto, come vedi il futuro della tua squadra e in generale del Tennis Club Prato?
Una premessa è doverosa. Io sono enormemente grata al Tc Prato e alla sua dirigenza, perchè senza i loro sforzi sarebbe stato impossibile ottenere tutti i successi di queste stagioni. Lo scudetto ha cambiato in positivo la trama della stagione, ma non dobbiamo per questo dimenticare quanto è accaduto. Non so che cosa succederà adesso, io sono una semplice socia e preferisco non entrare in dinamiche politiche, che non mi competono: auguro al mio circolo le migliori fortune. Per quanto riguarda la squadra, almeno finchè Maria Elena, Corinna e Martina scenderanno in campo possiamo dormire sonni tranquilli, senza dimenticare le tante giovani che abbiamo e che stanno crescendo.

Condividi su:
  • Digg
  • StumbleUpon
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Twitter
  • Google Bookmarks
  • Technorati
  • RSS

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *