La mia opinione sui tristi fatti di Coppa delle Province (di Pippo Giordano)

Mi è stato chiesto di esprimere una mia opinione relativamente a quanto accaduto durante la Coppa delle Province, competizione nella quale i protagonisti sono ragazzi e ragazze che provano a capire cosa significhi giocare a tennis. Da quello che abbiamo letto, i protagonisti invece, sono risultati altri personaggi. Quanto accaduto mi ha deluso, rattristato e preoccupato. Non so come si siano svolti i fatti e soprattutto come tutto sia nato e poi sviluppato. Dal punto di vista giuridico è fondamentale sapere come tutto sia iniziato per poi interpretare l’accaduto e trarre le considerazioni del caso; ma dal punto di vista umano, qualunque sia stato l’inizio, penso che sarebbe stato opportuno tentare di interrompere quanto si stava sviluppando, magari tentando di sdrammatizzare e stemperare i toni, in virtù anche del fatto che la competizione coinvolge ragazzi e non professionisti, che non ci si giocano milioni o successi importanti, e tra l’altro erano già stati definite le posizioni in termini di classifica.
All’età dei ragazzi in questione questi incontri dovrebbero essere occasioni di divertimento e fornire ai giovani giocatori, che si affacciano al tennis, (e non solo a loro, ma anche ai genitori e ai tecnici) le indicazioni per capire se sia il caso di intraprendere una strada lunga (una decina di anni), impegnativa, rischiosa, fatta di sudore, imprevisti, soddisfazioni, delusioni, cadute e successi, che possa portare al raggiungimento di risultati molto spesso, purtroppo, sognati, ambìti e non sempre pienamente raggiunti. La mia non vuole essere un’analisi triste del cammino di un giovane tennista, ma semplicemente una visione realistica della situazione: il cammino del giovane tennista in prospettiva del successo assoluto passa per strade impegnative e non sempre la valutazione delle reali prospettive di un ragazzo viene vissuta in termini oggettivi. Spesso a questa giovane età risulta facile illudersi di intravvedere le caratteristiche di un campione e così su di lui vengono scaricate responsabilità, aspettative, tensioni, assegnando ad ogni colpo, ad ogni incontro un significato che va oltre il vero significato che, a questa età, altro non deve essere che quello di verifica del lavoro che il team sta svolgendo e la conferma delle aspettative (sempre concrete) che il team sta sviluppando. Parlo di “team”!!! Intendo, oltre al giocatore, i tecnici (Maestro, preparatore fisico, preparatore mentale, fisioterapista, ecc), e non dimentico i genitori, che tutti insieme, come già ribadito su queste pagine “accompagnano” l’atleta nella crescita sportiva ed umana. Tutto questo dovrebbe, a mio modesto avviso, rendere meno “assillante” e invece più sportivo l’impegno agonistico per questi ragazzi e per il loro team. Addirittura una eventuale palla rubata da parte dell’avversario (ad es.) dovrebbe fornire  l’occasione per insegnare come comportarsi in un prossimo futuro  in situazioni di questo tipo (quando davvero un punto assumerà un significato importante). Sarebbe troppo facile parlare di rispetto per gli altri, di sportività, di lealtà… Ma mi domando, se a questi livelli è proprio indispensabile arrivare a queste esasperazioni (fuori dal campo, addirittura)… Ma se il team deve accompagnare nella crescita il giovane tennista, non deve innanzitutto insegnare ad avere un comportamento idoneo? Se questo è l’esempio che diamo ai nostri giovani per mostrargli la strada del successo…Ripeto, non ho letto come si sono svolti i fatti, ma chi ha iniziato ha avuto tutta questa necessità di agitarsi? chi ha ricevuto “l’offesa” ha proprio reputato indispensabile abbassarsi al livello di chi ha offeso? chi ha assistito non è riuscito ad intervenire per sedare gli animi? Tanti interrogativi per una situazione che, ribadisco, non conosco nei minimi termini. Ho anche letto alcuni commenti e in alcuni di questi ho letto cose ridicole e al tempo stesso pericolose: facili deduzioni dell’accaduto, basate sull’estrazione geografica dei componenti delle rappresentative… siamo proprio lontani dalla civiltà…Personalmente ritengo questi episodi sconcertanti, che rovinano l’immagine del tennis e dello sport in generale; che screditano il lavoro di chi, a vario titolo e vario livello, si impegna con passione a rispettare la propria missione (di genitore, di maestro, di selezionatore, ecc.).
Mi auguro che qualcuno venga giustamente riconosciuto colpevole e che situazioni del genere facciano riflettere sul rispetto del vero significato che alle tante occasioni di confronto sportivo bisogna assegnare. A chi ama lo sport questi episodi fanno male e fanno riflettere! Mi auguro che l’amore per il Tennis e lo Sport sia sempre più forte di tutto ciò!

 

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8 risposte a La mia opinione sui tristi fatti di Coppa delle Province (di Pippo Giordano)

  1. maurizio scrive:

    a livelli più alti ci sono tante squadre di calcio che sono state squalificate per intemperanze dei tifosi..il problema di fondo è proprio fare il paragone con il calcio..il tennis si sente diverso ed è diverso e quando cade in basso è bene dare esempi severi..l’esempio deve essere non solo per quei genitori, ma per il movimento..quanti bambini di 10 anni o anche meno si sono visti andare alla rete e fare il pugnetto a un bambino che a volte a malapena butta la palla oltre la rete e da li mamme che prendevano per i capelli…viste con i miei occhi..si parla di educazione e maleducazione sportiva..da ex calciatore e assiduo tennista preferisco appartenere alla prima categoria ..

  2. maurizio scrive:

    mi sembra il minimo le squadre…avrei fatto una multa anche ai circoli da farsi rimborsare dai genitori…

    • Bice scrive:

      Purtroppo i bambini non potranno “squalificare” i genitori perché purtroppo o per fortuna, almeno per quelli che hanno genitori “a modo”, sono sempre e solo i genitori che si fanno carico di portarli in giro a far tornei e di conseguenza sono loro a mandare avanti non la baracca ma il baraccone!!!

  3. maurizio scrive:

    quando un genitore dovrà spiegare al figlio perché è stato squalificato magari, se onesto, gli brucerà ancora di più…i bambini avranno tempo per farne mille di tornei..pratico campi da calcio e da tennis da anni e l’idiozia è la stessa…sempre…

    • pier scrive:

      Visto che bazzichi i campi di calcio saprai bene che mai una squadra di calcio e’stata squalificata per tafferugli in tribuna …..qui non si parla di partita persa ,forse era giusto farlo, ma di squalifica della manifestazione…..a pensar male e’un peccato ma spesso ci si indovina

  4. mriz27 scrive:

    Squalificate le squadre? Cioe’ penalizzati i ragazzini quando il casino al solito è creato da genitori deficienti?
    Ma nella Fit, quei pochi neuroni, vengono solo utlizzati per trovare il modo di fregare soldi agli appassionati? Che vergogna.

  5. pier scrive:

    Concordo con quanto scritto da Bice ricordando che contro regolamento e’stata ripescata FIRENZE 1….ma nessuno ne parla… e sempre contro regolamento sono state squalificate 2 squadre di bambini che nulla avevano a che fare con le tristi vicende dei genitori …..

  6. Bice scrive:

    A parte l’orrore per l’avvenuto, specchio della maleducazione sportiva e non solo vigente ovunque, la cosa triste è che sono state penalizzate le squadre, di bambini… A chi porta sempre a confronto il calcio ricordo che quando si accapigliano dirigenti o calciatori anche di serie A vengono squalificati i singoli, per vedere squalificata una squadra europea ci vollero circa una quarantina di morti sugli spalti di uno stadio….

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