La salute del tennista – ottava puntata: la visita per l’idoneità agonistica sportiva. La video-intervista del Dr. Trebbi all’esperto

In questa puntata il Dottor Gianni Trebbi intervista un medico sportivo per chiarire agli appassionati agonisti quali sono le analisi cliniche previste dalla legge e perchè si fanno.
Si parla anche della differenza tra sport amatoriale e attività agonistica, di prevenzione dagli infortuni e di situazioni di emergenza.

 

 

La rubrica “La salute del tennista” è offerta dal Dr. Gianni Trebbi, esperto di consulenze nutrizionali, della Farmacia Trebbi, Via Provinciale Lucchese 88, Loc. Pontelungo, Pistoia

Per contattare direttamente il Dr. Trebbi:
mail: fartrebbi@virgilio.it – tel. 0573/571293

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2 risposte a La salute del tennista – ottava puntata: la visita per l’idoneità agonistica sportiva. La video-intervista del Dr. Trebbi all’esperto

  1. Dr. Trebbi scrive:

    Buongiorno e grazie di seguirmi.
    Non sono d’ accordo che esca questo messaggio, basta essere più attenti alle parole.
    Nello specifico la letteratura scientifica riconosce beneficio sulla salute alla vita attiva sia basata su sport aerobici (corsa, bici, tennis, sci, nuoto..) sia anaerobici ( pesi..).
    I benefici, come dice il dr. Mascherini, si ripercuotono sul sistema cardiovascolare-respiratorio, sulla glicemia ( si tollera meglio l’ insulina),sulla colesterolemia e trigliceridemia, sul sistema muscolo-scheletrico, sulla psiche (chi fa sport è più ottimista!) sull’ aspetto fisico (si appare più tonici, vigorosi e anche giovanili).
    Per quanto riguarda l’ attività agonistica il discorso è in parte simile, ma in parte.
    Innanzitutto l’ agonismo in sè per forza di cose è più intenso come sforzo e quindi sottopone il nostro organismo ad uno stress maggiore che l’ atleta è in grado di tollerare perchè allenato e ben nutrito (spero..).
    Tuttavia non ci sono prove scientifiche che riconoscono all’ agonismo maggiori benefici sulla salute rispetto all’ attività amatoriale e questo è un fatto.
    Per essere più chiari non ci sono garanzie che un grande sforzo fisico protratto nel tempo “faccia bene” all’ organismo, voglio dire il nostro corpo forse non è fatto per percorrere 4 maratone all’ anno, o per sollevamenti olimpici di 2 quintali o per scattare sui 100mt alla giamaicana o per qualsiasi altra affascinante e strabiliante impresa sportiva.
    Chi fa agonismo non cerca la chiave del benessere fisico ma cerca di superarsi ( a bassi livelli) o di superare gli altri (ad altissimi livelli!) e nel mentre sta bene fisicamente perchè ha allenato al massimo ogni sua funzione fisiologica, e mentalmente perchè appagato e fiducioso in sè stesso, questo a tutti i livelli di agonismo.
    In conclusione non fa male l’ agonismo (ci mancherebbe!) ma inevitabilmente stressa maggiormente l’ organismo e per questo è opportuno ottenere un certificato di idoneità dal medico sportivo, in modo da ridurre sensibilmente i rischi connessi a questo tipo di attività.

  2. Proteus scrive:

    Gentile Dottore,
    seguo sempre con interesse la sua rubrica. Da questo vostro intervento sembra uscire un messaggio che forse è meglio chiarire o comunque dettagliare, perchè l’impressione è che lo sport agonistico faccia male a livello cardio-circolatorio. Non parlo di infortunistica, ovvio. Da quello che sapevo io in soggetti sani, senza malattie congenite, lo sport agonistico fa bene tanto quanto quello praticato per “fitness” e quando avvengono casi di morti improvvise c’è sempre a monte un problema congenito non diagnosticato.

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