“Il tennis è lo sport del diavolo”. Questa frase sibillina riecheggia negli spogliatoi dei tornei più vari, dagli Atp ai livelli inferiori. Complesso, complicato, difficile, duro, ma terribilmente affascinante. Ecco cos’è il nostro sport. Emergere al massimo livello è peggio di scalare l’Everest in Inverno, bisogna saper governare i fattori più disparati, spesso tutto da soli. Saper cogliere al volo le occasioni è determinante per fare un salto in classifica; ed entrare nei tornei dello Slam è il trampolino principe per il successo. E’ dove con un paio di match vinti si possono guadagnare punti pesantissimi per il ranking mondiale e dollari utili ad autofinanziare la lunga e costosa stagione in giro per il mondo. Lo sanno bene tutti i nostri giocatori e giocatrici che cercano di passare le forche caudine delle “quali” negli Slam. A partire dall’Australian Open che scatterà Lunedì 16. Una trasferta “infinita”, la più lunga dell’anno, “ma se andasse bene…” l’annata si potrà vivere in discesa. Una volta strappato l’accesso al main draw, si guarda quindi con una certa apprensione al sorteggio, sperando di aver un primo match non dico facile, ma possibile. Che dovrebbe dire allora il nostro Paolo Lorenzi, che l’altra notte s’è visto abbinato al primo turno degli Australian Open niente meno che a Novak Djokovic? Quanto avrà maledetto quella pallina impazzita, quella mano maldestra che gli ha consegnato una “sicura” sconfitta? Oppure no…
Proviamo a rigirare la frittata. Ancor più per un tennista bravo come Paolo, che già ha vissuto pagine importanti a livello Atp e non è proprio un giovane alle prime armi. Per un giocatore come lui, meglio sudare (letteralmente… vista la classica canicola australiana!) 5 set in un anonimo campo periferico di Melbourne Park contro un altrettanto anonimo carneade, che da semisconosciuto rischia di batterti, e magari farti fare una brutta figura a livello mediatico? Oppure è meglio vivere un giorno in prima pagina, sfidando il cannibale Djokovic sul campo centrale? In prime-time mondiale su tutte le tv, facendo vedere a tutti di che pasta si è fatti? Paolo non è nuovo ad imprese del genere, e nemmeno tanto tempo fa. Lo scorso maggio il nostro Super-Lorenzi combinò un brutto scherzetto a Rafa Nadal (allora n.1 del mondo), durante l’ultima edizione degli Internazionali a Roma, facendogli passare un bruttissimo pomeriggio sul centrale. Sì, fu quasi accusato di “lesa maestà”, irridendo in alcune giocate mozzafiato l’imbattibile Toro della terra battuta, facendogli vedere i sorci verdi! In quel match, che ho avuto modo di vedere dal vivo al Foro Italico, un indomito Paolo giocò meraviglie a tutto campo, “incasinando” le granitiche certezze del più forte tennista su terra di tutti i tempi con il suo tennis fantasioso, imprevedibile. Perdendo alla fine, dopo avergli strappato il primo set e lottando alla pari nel secondo fino al 4 pari, ma uscendo dal campo sotto un’autentica ovazione da parte di un pubblico che si esaltò nel vedere il nostro Davide sfidare il gigante Golia.
Paolo può vincere contro Djokovic? Molto difficile, diciamo quasi impossibile. Anzi, si rischia la figuraccia dal punto di vista numerico. Però può far divertire il pubblico, e soprattutto divertirsi giocando a cuor leggero. E scrivere così una pagina importante nella sua carriera, aggiungendo una presenza prestigiosa sul campo più importante, contro il giocatore più forte del mondo; e allo stesso tempo provare emozioni esponenzialmente superiori a qualsiasi altra impresa che si possa vivere su di un campo da tennis, visto un torneo dello Slam è il massimo del nostro sport. Vuoi mettere un match da leone contro il n.1… indimenticabile! Altro che terzo turno in un Atp 250, statisticamente (ed economicamente) migliore, ma presto messo nel dimenticatoio. Da tutti. Allora, Paolo avrà maledetto o benedetto quella mano maldestra del sorteggio? Avrebbe preferito un primo turno possibile, sperando di trovare un “buco” in tabellone che gli potesse permettere di avanzare e conquistare punti (e prize money…)? Oppure meglio così, per vivere il sogno di un’impresa impossibile? Solo Paolo può saperlo, e forse nemmeno lui. Del resto, il tennis è proprio lo sport del diavolo…
Marco Mazzoni













Fa sempre piacere il contributo critico di un atleta come lei.. Sicuramente se fossero allenati da lei farebbero molto meglio..
Seguo gli scarsi risultati degli italiani solo perchè puntualmente mi fanno perdere soldi, non sono capaci di vincere una partita quando sono favoriti, nemmeno se gli avversari si ritirano. Premesso questo…Lorenzi deve normalmente sudarsi la pagnotta con tutti e dico tutti gli avversari, non ha una e nemmeno una sola possibilità di battere Djokovic. Contro Nadal fece una gran partita ma Nadal era al 20% del suo potenziale, nulla di più. Sono convinto che avrebbe preferito un avversario con cui lottare per il secondo turno ma sicuramente darà molta soddisfazione giocare a braccio sciolto con il numero uno del mondo. Allora forza Paolo!