Reportage tennistico in Dubai: il tennis 2.0 tra luci, grattacieli, palme e sabbia

Emirati Arabi Uniti
Situati nel Golfo Persico nella Penisola Araba
Moneta Dirham (1Aed = 0,25€ circa)
Lingua ufficiale: Inglese
Abitanti circa 3 milioni (90% espatriati)

Dubai è sicuramente una realtà diversa da quella italiana per molti motivi che non starò qui ad affrontare. L’intento di questo articolo non è quello di giudicare se sia migliore o peggiore del nostro paese tanto meno di fare un raffronto ma semplicemente di presentare un’analisi generica e curiosa dal punto di vista di un tennista toscano che adesso vive negli Emirati Arabi Uniti e non vuole smettere di rincorrere e colpire la tanto amata e odiata pallina gialla. Per scrivere questo articolo ho scelto di analizzare alcuni aspetti secondo la mia breve esperienza qui.

STRUTTURE E CAMPI – Come si sa Dubai è una delle città più futuristiche che ci siano al mondo, fatta di luci, grattacieli, hotel a 5 stelle, palme e spiagge. Una megalopoli con poca storia alle spalle, per molti solo artificiale, e in parte è vero, un luogo sicuro senza violenza con servizi efficienti, abitata da circa tre milioni di persone di cui il 90% sono espatriati per lavorare e per godersi la città avveniristica e il suo clima. Per chi non ci fosse mai stato immaginatela come una New York nel deserto ma costruita negli ultimi tre decenni: prima qui c’era solo deserto e villaggi di pescatori. Questo vale anche per le strutture dove si gioca a tennis naturalmente.
Prima di tutto qui non esistono quelli che noi conosciamo come i circoli del tennis ma i campi sono all’interno di college in stile americano. Strutture enormi che accolgono molti sport dal tennis al rugby per passare al cricket o al basket. I campi sono quasi sempre in sintetico o cemento e si gioca tutto l’anno all’aperto visto che d’inverno ci sono mediamente 15 gradi mentre (ahime) nei mesi estivi da Luglio a Settembre ce ne sono mediamente 40 con un tasso di umidità pazzesco, il che fa si che si giochi la mattina presto oppure nel tardo pomeriggio. Per uno che ha sempre calcato i campi in terra rossa adattarsi non è  facilissimo se si considera anche il clima ma sono fiducioso e speranzoso che questo mi farà migliorare il gioco di attacco e volo, e poi sono sincero… Giocare su scambi brevi e non remare per ore non mi dispiace affatto, e finalmente riesco a scansare quei “rematori pallettari” che tanto mi fanno dannare e spesso mi battono sulla terra! Credo che sul sintetico i valori in campo siano maggiormente rispettati e che non basti buttare la palla di là.
Detto questo e avendo attirato su di me l’odio di molti (scherzo, sia ben chiaro sono il primo a non prendermi sul serio!) proseguiamo… Oltre ai college i campi si trovano all’interno dei resort e degli hotel solitamente a 5 stelle che sono posti sul mare oppure nel cuore della città tra i grattacieli. Vi assicuro che per chi come me è abituato a frequentare i tradizionali circoli tennis italiani entrare in queste strutture per andare a giocare rimane a bocca aperta per la loro magnificenza, la loro bellezza e il lusso ostentato. Infine ci sono i campi sui tetti dei grattacieli anche questi gestiti da hotel e resort. Eh si, avete capito bene, si gioca a 200 metri da terra tra i tetti dei grattacieli e anche qui la notte si vive una sensazione impressionante, difficile da descrivere. Se va giù la pallina? Chi deve andarla a prendere? Tranquilli, ci sono le reti simili a quelle del calcetto!
COSTI – Seppur ovvia è necessario fare una premessa. Chi lavora e vive a Dubai viene retribuito con la moneta degli Emirati Arabi – UAE: la moneta nazionale in uso è il Dirham (1 AED = 0,25 euro circa) e gli stipendi sono diversi da quelli italiani non fosse solo perchè sono esentasse. So già che adesso penserete: ma quanto si guadagna? Per darvi un’idea immaginate di intascare i vostri stipendi o guadagni al lordo del totale: vi permetterebbe di considerare la nostra amata Italia un paese non eccessivamente caro e spendere a testa 15/20 euro all’ora per giocare non sarebbe proibitivo. Detto questo non è facile paragonare i costi con quelli italiani oppure rapportarli ai costi in euro ma proverò a dare un’idea.
In questa città si può trovare di tutto a qualsiasi prezzo, basta aver voglia di informarsi e ciò vale anche per il mondo del tennis. Per prenotare un’ora di campo privatamente si spende dai 75 AED ai 300 AED (15/70 euro), dipende dalla zona e dalla struttura in cui si sceglie di giocare, ma non esistono strutture disastrate, anzi sono sempre ben curate e custodite con tanto di parcheggio incluso, aspetto da non sottovalutare in una grande città. Poi ci sono le lezioni di gruppo che si svolgono sempre su due ore su almeno 3-4 campi e hanno un costo che varia dai 75 AED ai 100 AED (15/25 euro) a persona e mediamente ci sono una decina di partecipanti. Sono ben organizzate con tanto di rinfresco a base di frutta e bevande e si gioca a girare cambiando i compagni sia per conoscersi sia per cercare di fare coppie equilibrate, perchè i livelli variano dai principianti ai giocatori più esperti. La cosa interessante è che questi gruppi vengono organizzati sulle pagine di Facebook. Solitamente sono i maestri che tengono regolarmente una o due volte a settimana questi corsi ed eventi dove chiunque può partecipare: basta presentarsi al campo all’orario di inizio, in base ai partecipanti e al livello poi si formano i gruppi. Capite bene che qui si viene per giocare, divertirsi e conoscere nuovi amici di qualsiasi nazionalità ed età, uomo o donna che siano. Ti puoi trovare a giocare un doppio contro un indiano, un tedesco e un belga oppure un singolo con un americano o un portoghese: questa cosa è bellissima! Unico aspetto in comune è la passione per il tennis e la lingua inglese. Vi assicuro che è stranissimo chiamare il punteggio “forty – fifteen” oppure sentirsi dire “Nice shot”!
Dai non professionisti il tennis è vissuto in maniera diversa dall’Italia dove secondo il mio personale punto di vista i giocatori, soprattutto i Terza e Quarta Categoria, troppo spesso perdono di vista il vero scopo di questo meraviglioso sport ossia giocare, conoscere nuovi amici e divertirsi senza prendersi troppo sul serio. Ovviamente si possono anche fare lezioni private di un’ora che hanno un costo che varia dai 180 AED ai 250 AED (45/65 euri): se paragonate all’Italia, ma non solo, non sono propriamente economiche. Molti dei maestri sono italiani o comunque occidentali e non è difficile trovare ex giocatori di buon livello che hanno scelto di vivere e lavorare qui gestendo in piena autonomia la loro attività semplicemente pagando i campi alla struttura. Per quanto riguarda il materiale come racchette palline e abbigliamento come in Italia si trova di tutto e per tutte le tasche, nei negozi specializzati e sul web.
TORNEI – Premetto che non conosco ancora bene come funzioni il tennis a livello agonistico, le regole o le classifiche della federazione ma è certo che non mancano le occasioni per disputare tornei amatoriali. Come? La risposta è sempre Facebook a dimostrare per l’ennesima volta di quanto possa essere utile la tecnologia e i social network se ben sfruttati sia dagli organizzatori di eventi che dagli utenti finali. Dubai è una città proiettata nel futuro che da molta importanza alla tecnologia. Una curiosità: nel 2020 si terrà l’Expo dove saranno attesi almeno 25 milioni di persone e sarà all’insegna delle nuove tecnologie. Come ho detto, sui social network vengono pubblicati i numerosi tornei amatoriali di tennis, soft tennis, beach tennis e tutti i vari derivati della racchetta talvolta con un numero di iscritti illimitato altre con un numero di iscritti limitato. Lo scopo è sempre lo stesso, ossia una sana competizione e fare sport stando insieme ad altre persone anch’esse lontane da casa per lavoro. Spesso il montepremi è importante per un torneo amatoriale: ad esempio l’ultimo che ho visto pubblicato era di 10.000 AED (circa 2.500 euro) con iscrizione 150 AED, ossia circa 37 euro, un costo non lontano da quello di molti tornei FIT italiani.
BEACH TENNIS – Prima di concludere non posso esimermi dal dire che per gli appassionati della racchetta non potrebbe esserci posto migliore per giocare a beach tennis tutto l’anno. Come? Semplicemente iscrivendosi alle pagine di Facebook dedicate ci si unisce a decine di appassionati, nella maggior parte dei casi anche tennisti, che la sera o nel fine settimana si ritrovano in spiaggia a giocare due ore spensierate e allo stesso tempo di sana competizione a due passi dal mare. Magari durante il mese di Novembre con 25 gradi proprio come ho fatto ieri sera in un posto suggestivo come JBR Beach, spendendo per due ore 80 AED (circa 17 euro) compreso racchetta e palline. Ogni fine settimana invece è possibile unirsi gratuitamente ai numerosi appassionati che si ritrovano sulle spiagge libere tra cui Kite Beach, sotto la famosissima vela, dalle 10 del mattino fino alle 6 del pomeriggio. Quale modo migliore per stare al mare conoscere nuovi amici, magari mentre la propria moglie se ne sta sdraiata a prendere il sole?
Spero che questo articolo vi sia piaciuto e vi abbia dato un’idea di come si vive il tennis all’altro capo del mondo. Ho voluto solo raccontarvi il tennis dal punto di vista di un giocatore appassionato, un “ragazzo della 4°C” che adesso vive a Dubai. Una città che si ama o si odia, un luogo mai bello come la nostra amata Italia ma che sicuramente vale la pena visitare almeno una volta nella vita e che non lascia sicuramente indifferenti…

Maurizio Controzzi

 

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Una risposta a Reportage tennistico in Dubai: il tennis 2.0 tra luci, grattacieli, palme e sabbia

  1. Marco Cip scrive:

    Sempre belli i tuoi articoli, verremo a trovarti allora, ma il campo lo paghi te.

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