Se tutto fosse bello come il tennis… (di Marco Mazzoni)

“Gli è tutto sbagliato, gli è tutto da rifare!”

Questa celebre imprecazione di Gino Bartali, toscanaccio d.o.c. ma soprattutto uno dei più grandi sportivi che la nostra terra abbia mai generato, racchiude in poche aspre parole un sentimento comune a molti di noi in questi bassi tempi. Basta accendere la tv o leggere un giornale. Basta sentire le chiacchiere della gente mentre sorseggia un caffè, mediamente sempre più amaro (oltre che più caro…), per sentire palpante un senso di malessere e sconforto. Del resto quando le parole sulla bocca di tutti sono “Crisi”, “Deficit”, “Mignottizzazione della società”, “Escort”, “Rottamazione” di una classe politica anacronisticamente chiusa su se stessa e lontana anni luce dai problemi della gente… è difficile alzare la testa e guardare lontano verso il futuro. Pessimista? No. Scoraggiato, forse sì. Allora che fare per fuggire da questo coacervo di pensieri negativi? Rimboccarsi le maniche, e rifugiarsi dove il cuore è leggero, perso nelle proprie passioni. Perso in quell’oasi felice chiamata tennis.

Per tanti di noi il tennis è più di una passione. E’ uno sport bellissimo, complicato, che racchiude come pochi altri mille sensazioni contrastanti, raccontando ogni volta una storia nuova e diversa, unica. Difficile spiegare questo sport a chi poco lo conosce o non l’ha mai praticato. Prendo a prestito dal grande Gianni Clerici una frase dal più bel regalo che mi ha fatto, la prefazione al libro “Tennis sul divano”, in cui racchiude in poche parole lo spirito di questa profana religione: “Questo è un libro che prendendo il tennis quale specchio dell’anima, ci svela sconosciuti segreti della nostra vita”. Il tennis è uno specchio dell’anima. In campo si è soli, in un ideale scontro non soltanto col rivale al di là della rete ma prima ancora contro noi stessi; le nostre gesta mettono a nudo le parti più nascoste di noi, spesso proprio quello che non vorremmo mai mostrare agli altri. Il tennis è passione pura e muove tantissima gente ispirata dall’amore per questo sport. Dal maestro che ogni giorno cerca di inculcare i segreti della tecnica e della vita in giovani racchette, al dirigente di club che amministra e organizza il movimento della sua piccola e colorata comunità di appassionati.

In Toscana a livello tennistico c’è davvero del buono. Nessun campanilismo, la nostra eccellenza è ampiamente riconosciuta anche a livello nazionale. Il movimento regionale è in grande salute, cresce ogni mese grazie alla sapienza di tanti bravi dirigenti (federali e di club) e maestri, animato dalla passione di chi come noi crede in questo sport e investe tempo, passione e denaro per farlo crescere. Abbiamo decine di tennis club molto attivi, disseminati in tutta la regione. La base è più vivace che mai, grazie a tantissimi eventi nelle varie categorie, dai junior ai veterani. Moltissime scuole tennis si sono rinnovate, e con metodi sempre più moderni portano avanti gruppi di giovani interessanti. I risultati positivi a livello numerico e qualitativo sono sotto gli occhi di tutti, grazie anche all’ottima presenza Federale che sempre sostiene le varie iniziative. Da pratese, non posso che essere contento per i recenti ottimi risultati del Tc Prato nella Serie A o per la grande soddisfazione derivata dall’aver ospitato per il secondo anno consecutivo presso il Ct Etruria i Campionati Italiani di seconda categoria (che dopo la “morte” dei Campionati Assoluti sono di fatto la massima rassegna nazionale individuale); non sto qua a dilungarmi sulle tantissime realtà vincenti a vari livelli, ma voglio ricordare i fiori all’occhiello del torneo ATP di Orbetello, dei tornei Internazionali giovanili U18 del Ct Firenze, del Tc Prato e del Tc Santa Croce sull’Arno, che ogni anno sono la finestra principe sui futuri campioni; i tornei Itf Internazionali di Siena, Monteroni d’Arbia, Piombino e Firenze. La Toscana è ben rappresentata anche a livello di giocatori e giocatrici internazionali, dall’esperto Filippo Volandri che ancora ha voglia di dire la sua, alla speranza più concreta per il nostro movimento maschile, Matteo Trevisan, oggi intorno alla posizione 270 del ranking Atp e che la scorsa settimana ha assaporato il grandissimo tennis con le qualificazioni degli Australian Open. Lo seguiremo con attenzione e interesse durante tutta la stagione, e non solo lui.

Non dimentichiamoci poi che proprio in Toscana ospitiamo il Centro Tecnico Federale di Tirrenia, vero punto di riferimento del tennis nazionale. Una struttura che gli appassionati conoscono fin troppo poco, da cui tutti ci auguriamo che possano sbocciare i campioni del futuro e tecnici sempre più preparati. Il lavoro da fare è tanto, perché la concorrenza internazionale è spietata e il nostro mondo corre fin troppo veloce, senza freni. Al massimo livello non c’è uno sport più globale e difficile del tennis, diffuso come nessun’altro, in cui la competizione letteralmente ti sbrana non solo a Wimbledon ma anche nel Future più sperduto negli altipiani iraniani. Però oggi la macchina lavora. In silenzio, ma lavora. Renzo Furlan, direttore della struttura fino pochi giorni fa, è appena diventato ufficialmente coach di Simone Bolelli, e gli auguriamo buon lavoro per riportare Simone nelle posizioni che il suo talento merita. Furlan non abbandona del tutto il Centro, ha lasciato in eredità metodi, organizzazione e la sua esperienza. E’ giusto ricordare che nel 2010 una certa Francesca Schiavone ha lavorato proprio lì in inverno, costruendo insieme a Renzo, Corrado Barazzutti e tutto l’ottimo staff Federale la base del lavoro che l’ha portata a vincere il Roland Garros. Per questo, qualche granellino di quella mitica terra rossa la possiamo giustamente sentire anche un po’ nostra.

E c’è Grantennis Toscana, che s’affaccia nel panorama informativo toscano convinto di poter dare un contributo importante alla diffusione dell’amato sport del corri e tira. Ce la metteremo tutta nel far arrivare con precisione e velocità notizie, risultati, approfondimenti e quant’altro sul tennis regionale, con un occhio attento anche a quello che succede nel mondo del tennis globale, scavando dentro al nostro sport. Cercheremo di farvi entrare nello spirito del tennis, conoscendo personaggi che giorno dopo giorno calcano il rettangolo di gioco per passione e per lavoro. Vi presenteremo le molteplici realtà che animano il nostro tennis regionale, le novità dell’insegnamento, i mille colori e sapori che hanno fatto della Toscana un punto di riferimento tennistico a livello nazionale; senza trascurare consigli pratici per il tennista, dal buon “enneci” al classificato, input tecnici interessanti e approfondimenti sulle novità dei materiali, con qualche incursione nei segreti più nascosti del nostro sport. E’ un lungo viaggio, impegnativo ma esaltante. Chi avrà voglia di seguirci ne vedrà delle belle. Perché il tennis è unico. E’ “lo sport del diavolo” disse qualcuno… Forse è vero, perché poche altre passioni ti rapiscono più di un match di tennis, dove un numero esponenziale di incognite impazzite si scontrano in ogni scambio, dando vita alle combinazioni più bizzarre e imprevedibili.

Gli è tutto sbagliato e tutto da rifare? Forse. Ma per fortuna non da tutte le parti. Se le alte sfere del nostro paese, che spesso non conoscono vergogna, prendessero ad esempio l’amore e la passione che muove il tennis toscano, forse le cose andrebbero meglio. Molto meglio.

Marco Mazzoni

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Una risposta a Se tutto fosse bello come il tennis… (di Marco Mazzoni)

  1. sandra scrive:

    ….NIENTE DI PIU’ VERO ….
    SANDRA

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