Lo smart working non compensa l’enorme quantità di chilometri percorsa annualmente dagli italiani pendolari. Ecco chi si muove e quanto è lungo il viaggio quotidiano
La pandemia di Coronavirus ha certamente sbloccato l’universo dello smart working, rivoluzionando di fatto il modo di lavorare e l’organizzazione aziendale di molte imprese. Tanto che ad oggi molteplici attività hanno inserito il lavoro da remoto stabilmente oppure consentono di svolgerlo a discrezione dei lavoratore. Ma questa ‘rivoluzione’ ha portato ad una riduzione dei chilometri quotidianamente percorsi dai pendolari?
Sembrerebbe proprio di no almeno stando a quanto rilevato dal FS Research Centre: il centro analisi e ricerche del Gruppo Ferrovie dello Stato ha infatti condotto un’indagine ad hoc per capire quale sia, in termini di lunghezza e durata, il tipo di percorso della media dei lavoratori italiani. Anche per accertare se, dal 2020 in poi, vi sia stato o meno un calo in termini di chilometraggio.
Prima di entrare nel merito, è bene sottolineare un dettaglio importante: gli italiani viaggiano molto ed in particolare per lavoro dal momento che, i numeri parlano chiaro, ben il 77% della popolazione effettua spostamenti durante i giorni feriali. Stiamo parlando di almeno 35 milioni di persone che, con vari mezzi di trasporto, si mettono in viaggio in particolare durante la settimana. L’indagine ha però verificato anche gli spostamenti nei giorni festivi: sono bene 34 milioni, pari al 74% della popolazione, gli italiani che si spostano in questo lasso di tempo.
Come si è arrivati a questi numeri? Il centro analisi e ricerche ha analizzato i dati generati dalla rete Vodafone, prendendo come base per costruire lo ‘scenario’ legato agli spostamenti ben 23 milioni di Sim ed un ammontare di 30 miliardi di posizioni giornaliere referenziate. È stata dunque effettuata una scrupolosa mappatura grazie al coordinamento con Vodafone Business e la startup innovativa Motion Analytica e mediante la piattaforma FS di Geospatial data intelligence.
Il risultati dei dati elaborati ha permesso di chiarire quanto gli italiani si spostino: “Nel corso dell’ultimo anno – ha spiegato FS Research Centre – ogni viaggiatore ha effettuato mediamente due spostamenti e mezzo al giorno (indicativamente, uno spostamento primario di andata e ritorno e un ulteriore spostamento in diversi casi)”. Lo studio ha consentito di ricavare anche altre preziose informazioni: ad esempio che “le province non capoluogo di Regione presentano tassi di mobilità superiori alle altre, verosimilmente per le minori opportunità presenti nei territori che richiedono maggiori spostamenti giornalieri per lavoro e studio, oltre che per altre necessità”.
Per fare un esempio concreto sulla base delle distanze percorse, chi vive nelle regioni centrali affacciate sul mare Adriatico (esclusa la Puglia) e in Basilicata si “caratterizza per un maggior numero di chilometri percorsi al giorno”. È emerso inoltre che la distanza media complessiva è, nei giorni feriali, di 47 chilometri ed in quelli vestivi di circa 50 chilometri. Queste informazioni sono state annunciate durante il seminario dedicato all’intelligence economica organizzato presso la Luiss di Roma dall’AD Luigi Ferraris.
Il quale ha sottolineato anche che sono gli italiani residenti in province non capoluogo di regione a viaggiare di più, con tutta probabilità a causa di minori opportunità lavorative che spingono l’utenza a spostarsi più frequentemente. E che oltre il 95% dei viaggiatori effettua spostamenti su strada mentre la restante percentuale in treno ed in aereo una piccola fetta pari allo 0,3%.
Infine uno sguardo alle stazioni ferroviarie: sono stati presi in esame i dati relativi al mese di aprile 2023, per verificare che la stazione nella quale è transitato il maggior numero di persone è stata Roma Termini (8,9 milioni di viaggiatori), seguita da Milano Centrale con 7,3 milioni e Napoli Centrale con 5,5 milioni. Inoltre la stazione di Roma ha registrato, nel mese di marzo, il tempo di permanenza più lungo per ogni viaggiatore ovvero 31 minuti; mentre quello di Milano e di Napoli si è attestato, rispettivamente, a 26 e 28 minuti.
La ricerca è stata condotta con una precisa finalità, ovvero andare a monitorare nel dettaglio sia l’evoluzione che le possibili esigenze che un settore in costante evoluzione come quello dei trasporti richiede. Questo allo scopo di stabilire come pianificare i futuri investimenti strutturali, nonché dar forma a precise strategie di sviluppo dei servizi a beneficio della collettività del viaggiatori.
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