Secondo le stime l’evasione fiscale è cresciuta nel tempo in Italia, arrivando ad un picco veramente significativo, tanto da richiedere un intervento di emergenza.
Si parla di un PIL del 4.1% pari a 99.2 miliardi di euro, che non arriva al picco massimo del 2014 ma si avvicina comunque in maniera preoccupante.
Tra le tasse maggiormente evase si registrano: IRPEF, IRES, IVA, IRAP e conseguentemente TASI, IMU e RAI. Ci sono però i grandi evasori ed è stata pubblicata una lista pubblica per “risolvere” in parte il problema.
Secondo le indagini che sono state condotte si evade principalmente per l’alta pressione fiscale, perché manca proprio una cultura fiscale e anche perché non ci sono molti controlli e quindi spesso si attendono i condoni fiscali per fare un po’ di pulizia.
Sono anni che il problema avanza impietoso e che non si riesce a dare una quadra alla situazione, c’è stato il cashback, le cartelle elettroniche, il tetto del pagamento in contanti, ma niente ha dato realmente i frutti sperati.
Il tax gap, cioè quanto lo stato dovrebbe ricevere e quanto riceve effettivamente, continua a crescere con picchi che possono variare, ad esempio nel 2017 ammontava a 108 miliardi di euro. Nel 2019 si è registrato un miglioramento per la questione IVA ma un peggioramento per i redditi da lavoro autonomo e d’impresa.
L’Italia ad oggi è la principale beneficiaria del Dispositivo per la Ripresa e Resilienza (RRF) e il Pacchetto di Assistenza alla Ripresa per la Coesione e i Territori d’Europa (REACT-EU), questo, secondo le stime, dovrebbe portare ad una progressiva contrazione della situazione attuale con una sanatoria dei debiti.
Il contrasto all’evasione però passerà solo con una riduzione della pressione fiscale, per questo l’Europa spinge e spera che con il programma Next Generation EU ci sia la possibilità di recuperare effettivamente terreno.
Tra i grandi evasori fiscali, come attestano i dati, ci sono Calabria e Campania che rappresentano il 20% della fetta nazionale, Lombardia e Friuli Venezia Giulia si trovano ad un 11%. L’ultimo bollettino che è stato condiviso riguarda la tassazione del 2019 e fa un bilancio complessivo di quello che è accaduto: 86.6 miliardi di tasse non pagate. Il ministero dell’Economia e delle Finanze redige un rapporto completo, proprio per favorire la risoluzione e quindi l’analisi.
Guardando alle città, ai primi posti si evade di più a Crotone, Agrigento, Cosenza con una percentuale di oltre il 40%, seguono poi Torino, Parma e Milano con una percentuale tra il 12 e il 14%. Guardando proprio a chi evade le tasse, nella lista ci sono: privati che impartiscono lezioni agli studenti, artigiani come elettricisti, falegnami, muratori e simili. Ad evadere meno sono invece commercialisti, notai e veterinari.
Per le attività commerciali, in particolare bar e ristoranti, si stima che solo nel 50% venga effettivamente battuto lo scontrino. Ma non è tutto: una grande stangata riguarda la Sanità. Medici e dentisti evadono per il 34%, psichiatri e psicologi per il 40%, dietologi e nutrizionisti per il 38%, farmacie e negozi affini per il 2.3%.
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