Morto nello stesso giorno del ricovero. La testimonianza è straziante, difficile trattenere le lacrime: cosa è successo nelle ultime ore
Solo alla morte non c’è rimedio. E quando la morte riguarda un proprio familiare, tutto diventa terribilmente più complicato. Se poi si tratta di un figlio, l’immenso dolore può restare dentro per sempre, cambiare irrimediabilmente la vita. Lo sa bene, purtroppo, un campionissimo dello sport. Un personaggio che, semplicemente, rientra nella leggenda del tennis italiano.
Ci riferiamo ovviamente a Nicola Pietrangeli. Il 91enne nativo di Tunisi è venuto a conoscenza della tragica notizia il 4 luglio scorso, proprio il giorno in cui era entrato al Policlinico Gemelli di Roma per ricoverarsi e svolgere esami medici approfonditi. Un colpo allo stomaco straziante, così come strazianti sono le parole rilasciate dall’ex tennista nelle ultime ore.
Il lutto che ha colpito Pietrangeli riguarda il suo terzogenito, Giorgio, ex campione italiano di surf che partecipò negli anni ’80 a Mondiali ed Europei. Il figlio del tennista aveva 59 anni, si è spento a causa di un male incurabile.
«Cerco di ricacciare indietro il pensiero di Giorgio ma è impossibile», afferma l’ex numero tre al mondo intercettato da Il Corriere della Sera. «Mi ritorna sempre in mente, come si può immaginare. Parlo per la prima volta con tono rassegnato? È la prima volta che dico la verità. C’è stato un momento in cui gli amici, come mi hanno raccontato dopo, mi hanno visto più di là che di qua. Ora prevale il dolore per la perdita di mio figlio, il più piccolo. Io vengo dopo», aggiunge distrutto.
Pietrangeli, addoloratissimo, ricorda poi le somiglianza con Giorgio: «Sarebbe stato giusto che venissi via io, non il contrario. Giorgio era molto malato. Cosa ricordo di lui? Il suo modo di vivere. Il suo menefreghismo completo, nel senso positivo del termine. Ha avuto la vita che voleva. Ha fatto le sue scelte in libertà. Spero si sia sentito come me che da questo punto di vista gli assomiglio. È stato campione italiano di surf, lo sport che lo aveva in un certo senso chiamato a sé scalzando il tennis che ho evitato di imporgli».
Quanto al suo stato psico-fisico, Pietrangeli conclude dicendo: «Il mio desiderio maggiore in questo momento è rialzarmi in piedi, giusto per sentirmi di nuovo in posizione eretta, senza fare niente di speciale. Da sette mesi sono così, da quando a dicembre mi sono operato al femore. Da allora è stata tutta una serie di complicazioni e di noia. Però voglio tornare a casa, ho ancora tante cose da dire e da fare, da buon chiacchierone. Purché non ci sia sofferenza. Non sarebbe giusto riversarla sugli altri. Detesterei essere di peso».
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