L’ex calciatore della Roma ha deciso di ritirarsi dal calcio a soli 32 anni e di dedicarsi al ciclismo: la storia di una stella mancata.
Affermarsi nel mondo del calcio non è semplice. Il talento è sicuramente la base sulla quale bisogna costruire, ma da solo non basta a permettere ad un calciatore di avere una carriera di alto livello. La storia di questo splendido sport è ricco di talenti immensi che sono andati sprecati e che non hanno rispettato le aspettative.
Qui in Italia di recente abbiamo avuto due esempi lampanti di come il talento, per quanto sia enorme, da solo non basta. Il primo e più eclatante è quello di Antonio Cassano, calciatore dotato di una tecnica sublime e di una visione di gioco che solo i grandissimi hanno. Il suo carattere e la sua attitudine ne hanno però limitato la carriera e i risultati. Lo stesso discorso vale per Mario Balotelli e in parte anche per Stephan El Shaarawy. Il timore è che possa valere anche per Nicolò Zaniolo.
Limitandoci solamente agli anni 2000, di esempi ce ne sono molteplici altri di calciatori stranieri: vi ricordate di Denilson? L’estroso brasiliano sembrava un’ira di Dio, ma non ha mai messo a frutto il suo talento. E che dire di Alvaro “El Chino” Recoba o di Adriano Leite Ribeiro? A questa categoria appartengono anche il “Nuovo Maradona” Ariel Ortega e il “Nuovo Raul” Javier Portillo, tutti calciatori che sono arrivati nel nostro campionato (tranne Denilson) e non sono stati in grado di lasciare il segno.
Tra tutti i talenti mai esplosi che abbiamo visto in Italia, il caso più clamoroso forse riguarda proprio l’ex Roma Bojan Krkic. L’attaccante spagnolo ha esordito nel Barcellona a soli 17 anni e già alla prima stagione aveva mostrato lampi di classe e numeri di alta scuola. In quell’annata magica in molti lo hanno paragonato a Messi e c’è stato pure chi ha detto che il talento di Bojan era addirittura superiore a quello dell’argentino.
Il peso delle aspettative, però, ha rovinato questo talento cristallino. Negli anni successivi a quello di esordio Bojan non è mai riuscito a fare il salto di qualità che tutti si aspettavano ed il Barcellona ha deciso di cederlo. Ad accoglierlo nella stagione 2011-2012 (quando aveva appena 22 anni e tutta una carriera davanti) è stata la Roma di Luis Enrique, dove però non è stato in grado di lasciare il segno.
In Italia gli ha dato una seconda chance il Milan, ma anche in rossonero Bojan ha fallito. Negli anni a seguire il talento spagnolo ha vestito le maglie di Ajax, Stoke City, Alaves e Magonza senza mai riuscire ad imporsi. A soli 29 anni il ragazzo era considerato inadatto ai campionati di massimo livello. Così nel 2019 si è trasferito al Montreal Impact e nel 2021 ha fatto un ultimo tentativo da professionista nel campionato giapponese.
Alla fine della passata stagione, a soli 32 anni, Bojan ha deciso di ritirarsi dal calcio professionistico. Oggi lo spagnolo continua con l’attività sportiva ma ha cambiato completamente campo, visto che si è dedicato al ciclismo. A rivelarlo è stato proprio l’ex Roma e Milan sui social: “La bici mi è sempre piaciuta, anche come mezzo di trasporto, ma da circa cinque anni amo il gravel. Ogni volta che posso, esco per fare i miei percorsi”.
Il gravel è una disciplina su due ruote che prevede percorsi stadali e fuoristrada ai quali unisce alcune acrobazie e salti. Il calciatore spagnolo ha rivelato che questa disciplina gli è servita negli anni ha mantenere la forma fisica, a rilassarsi e a socializzare con le persone. Il casco e gli occhialini gli permettono spesso di non essere riconosciuto e di avere dunque delle relazioni normali con le altre persone.
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