Come salvare i campionati a squadre… Un format diverso permetterebbe di disputare l’intera stagione (virus permettendo): ecco la nostra proposta

Per il momento non sappiamo ancora quando l’attività tennista potrà riprendere regolarmente, nè tantomeno se sarà possibile disputare competizioni ufficiali come tornei e campionati a squadre. Ma è innegabile che il pensiero delle decine di migliaia di giocatori di tutta Italia sia rivolto alla possibilità di scendere di nuovo in campo al più presto per match veri e propri.
Il calendario dei campionati a squadre è già stato stravolto dall’emergenza covid-19 e da questo stop forzato di oltre due mesi: tuttavia la buona notizia è che le possibilità per recuperare la stagione agonistica ci sono, ovviamente con tanti accorgimenti e formati molto diversi rispetto al solito. I “nemici” principali per la ripresa delle attività ufficiali sono due: il numero dei contagi e il tempo. Il primo è un fattore nei cui confronti abbiamo scarse capacità di controllo e manovra: l’attività agonistica, nel rispetto dei protocolli igienico-sanitari a cui i giocatori dovranno per forza sottostare, potrà riprendere se le cifre dei contagiati si abbasseranno e se non ci saranno ulteriori lockdown nei prossimi mesi, altrimenti sarà molto difficile. L’altra importante variabile da prendere in considerazione è il tempo: più la ripresa verrà rimandata in avanti e minori saranno le settimane a disposizione per completare i campionati a squadre. Oltre ad una certa data la stagione andrà persa nella sua totalità.
Qui di seguito abbiamo sviluppato alcuni format, accorciati e totalmente rivisti rispetto al solito, che permetterebbero il completamento della stagione agonistica dei campionati a squadre, sia a livello regionale che nazionale. La riuscita di questo piano di emergenza è vincolata da un andamento favorevole dei due fattori  sopra citati, numero dei contagi e tempo: senza una combinazione favorevole delle due variabili, sarà impossibile salvare la stagione…

I principi generali alla base della nostra proposta sono i seguenti:

– Avremo a disposizione una finestra di 16/20 settimane per disputare i campionati a squadre, ovvero dal 15 giugno al 15 novembre essendo ottimisti, dal 1 luglio al 31 ottobre essendo pessimisti. In questi 4-5 mesi dovrebbero svolgersi tutti i campionati a squadre d’Italia. Proponiamo una deadline antecedente ai mesi invernali per motivi di precauzione e di clima: è probabile che da novembre il virus possa riprendere forza e programmare i campionati unicamente su campi indoor sarebbe impossibile, pertanto è auspicabile concentrare tutta l’attività nei mesi “caldi”.
– Per ogni settimana di gioco ci sarebbero due giorni disponibili per i campionati, il sabato e la domenica: alcuni campionati si svolgerebbero il sabato e altri la domenica, al fine di evitare troppi “ingorghi” all’interno degli stessi circoli. Come orario, nei mesi estivi (giugno, luglio, agosto) si potrebbe ipotizzare lo svolgimento dei match in serale (es. dopo le 17.00) per preservare la salute degli atleti in caso di caldo estremo.
– In linea di massima i campionati si svolgerebbero in due tornate: appena possibile partirebbero, tra giugno/luglio, tutti i campionati regionali, gli under e gli over, mentre a settembre sarebbe la volta dei campionati nazionali (Serie A1, A2, B). Nel mese di agosto prevediamo una pausa di tre settimane: probabilmente quest’anno in pochi andranno in vacanza, ma concentrare molta attività a agosto sarebbe comunque controproducente. La naturale pausa tra la fase a gironi e i play-off di molti campionati si svolgerebbe proprio dal 1 al 20 agosto, periodo in cui i tennisti potranno prendere una piccola vacanza.
– E’ molto probabile che quest’anno, per motivi di sicurezza, non si potranno disputare doppi: per la prima volta nella storia i campionati a squadre potrebbero essere composti unicamente da singolari. I principali campionati maschili (dalla serie A alla D2) prevederebbero cinque singolari, mentre D3/D4, under, over e tutti i campionati femminili tre singolari. In caso venisse autorizzato il doppio entro il 15 giugno si potrebbe procedere con la formula tradizionale (per esempio quattro singoli e due doppi, oppure due singoli e un doppio).
– Ci sarebbero criteri di qualificazione molto selettivi: è un principio necessario per risparmiare tempo. Per qualsiasi competizione sarebbero previsti unicamente gironi a 4, e si qualificherebbe soltanto la prima classificata oltre a qualche ripescata: in questo modo i campionati si accorcerebbero di diverse settimane. Per alcuni tornei a squadre sarebbero previste fasi finali accorciate.

Ecco nel dettaglio la possibile programmazione dei campionati a squadre (i numeri presi in considerazione fanno riferimento alla Toscana, ma principi analoghi sono applicabili per qualsiasi altra regione):
– SERIE D3/D4. Si tratta delle competizioni-fiume per eccellenza del panorama regionale, con il maggior numero di squadre partecipanti e una fase iniziale suddivisa per provincia. La proposta prevede di disputare mini-gironi provinciali da quattro squadre: solo le prime classificate di ogni girone si qualificano e vanno a formare il tabellone a eliminazione diretta ai 64 squadre, o meno. Non è difficile da attuare, visto che è necessario, per ogni provincia, comporre tanti gironi quante sono le squadre da qualificare alla seconda fase. La fase provinciale partirebbe dal 15 giugno al 1 luglio, i play-off da fine agosto a ottobre.
– SERIE D2. In Toscana ci sarebbero 12 gironi da 4 squadre nel maschile e 6 da 4 nel femminile con ripescaggio, rispettivamente, di quattro e due team. Con la seconda fase, a 16 e 8, il numero di domeniche interessate è di otto. La fase a gironi partirebbe dal 15 giugno al 1 luglio, i play-off da fine agosto a settembre.
– SERIE D1/SERIE C. In Toscana ci sarebbero 6 gironi da 4 squadre tra i maschi e 5 da 4 tra le femmine col ripescaggio di due e tre formazioni. Con la seconda fase, a 8, il numero di domeniche necessarie è sette: anche in questo caso la fase a gironi partirebbe dal 15 giugno al 1 luglio, i play-off da fine agosto a settembre. Dal 2021 nascerà la serie B2, dunque quest’anno la Serie C non prevederà una fase nazionale, ma le prime “tot” di ogni regione si qualificherebbero direttamente in B2.
– SERIE A1/A2/B. Sono le competizioni più a rischio, in quanto nazionali, e non sappiamo se e quando gli spostamenti tra regioni potranno effettuarsi liberamente. Ammettendo che l’estate ci salvi dal virus, si potrebbe iniziare a fine agosto e disputare i play-off e i play-out nel mese di ottobre (al massimo la prima quindicina di novembre). Anche in questo caso, al fine di accorciare i tempi di svolgimento, la proposta prevede di aumentare il numero dei gironi da 4 e far giocare play-off e play-out a un numero più limitato di squadre. Un’altra idea potrebbe essere quella di organizzare delle final four di play-off e play-out da disputare nell’arco di tre giorni in un unico circolo in modo da velocizzare ulteriormente il format.
UNDER/OVER: Anche in questo caso vale il ragionamento fatto sopra: ampliare il numero dei raggruppamenti da quattro squadre per poi qualificare meno squadre alle fasi successive. Si tratta di campionati che generalmente hanno un calendario molto articolato a causa dell’altissimo numero di partecipanti (fase provinciale, play-off regionali, fase di macroarea, final four per il titolo nazionale). Mantenere il formato originario è assolutamente impossibile per motivi di tempo. Le soluzioni sono due: o eccezionalmente si abolisce la fase nazionale e si assegnano solo titoli regionali, oppure a livello regionale si attuano criteri molto severi per sfoltire velocemente il numero di squadre. Ipotizzando la presenza di 128 squadre o più in campionati come l’Under 12 o 14, con un mega-tabellone a eliminazione diretta regionale in cinque settimane (da metà giugno a fine luglio) si definirebbero le qualificate alla fase nazionale, e qui un’altro mega tabellone nazionale a eliminazione diretta di cinque settimane (settembre e ottobre) sancirebbe l’assegnazione dei titoli italiani.

Giorgio Panini
Alessio Laganà

1 Commento
  1. giorgio

    irrealizzabile per tanti motivi….. primo fra tutti i grossi problemi economici che dovranno affrontare i circoli.

    12 Maggio 2020 at 9:37 - Rispondi

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