E’ boom di iscrizioni ai tornei di novembre e dicembre: un’interpretazione discutibile del DPCM diventa il pretesto per aggirare il decreto…

In un periodo così delicato delle nostre vite, dal momento in cui l’Italia è stata suddivisa in tre zone di rischio (gialla, arancione e rossa), nel panorama del tennis italiano stiamo assistendo ad un fenomeno imprevedibile e discutibile, frutto dell’incauta decisione di inserire tutti i tesserati agonisti nell’elenco di atleti di interesse nazionale. Ma andiamo per ordine…
Il 3 novembre viene pubblicato l’ormai famigerato DPCM che divide l’Italia in tre fasce e pone grosse limitazioni alle attività dei centri sportivi e agli spostamenti. Sono garantiti da una sorta di indennità gli atleti di interesse nazionale, o per meglio dire, riportando fedelmente le parole del Decreto Ministeriale, “gli atleti professionisti e non professionisti, degli sport individuali e di squadra, partecipanti alle competizioni ‒ riconosciuti di interesse nazionale con provvedimento del Comitato olimpico nazionale italiano (CONI) e del Comitato italiano paralimpico (CIP)”. Questi atleti hanno la possibilità di spostarsi in tutta Italia per partecipare ai citati tornei, anche all’interno delle zone rosse, dove sono permessi gli spostamenti soltanto per motivi lavorativi e per reali necessità. La Federazione Italiana Tennis, alla pari di altre federazioni, stabilisce quindi di inserire tutti (o quasi) i tornei di ogni categoria, in programma a novembre e dicembre, tra le competizioni di interesse nazionale, consentendo a tutti i tesserati agonisti (da 1.1 a 4.6) di assumere lo status di “atleta di interesse nazionale”. Una decisione nata nel tentativo di salvare una parte delle attività dei circoli tennis, messi in ginocchio dalla crisi legata all’esplosione della pandemia di Covid-19, ma basata evidentemente su un “escamotage”, dal momento che parificare un tennista professionista ad atleti amatoriali è un volo pindarico. Gli effetti negativi del provvedimento, non a caso, non sono tardati…

Da una settimana infatti stiamo assistendo ad un boom clamoroso di iscrizioni ai tornei in programma a novembre e dicembre,
soprattutto in regioni poste in zona rossa come il Piemonte, la Lombardia e la Toscana. Tornei che diverse settimane prima del loro inizio raccolgono addirittura più di 200 o 300 iscritti, quando in tempi normali ne avrebbero maturati un terzo, o un quarto. Questo fenomeno nasce da una bizzarra interpretazione da parte dei giocatori del Decreto Ministeriale, in particolare del termine “partecipante”: secondo tale interpretazione arbitraria, ripresa anche da alcuni Comitati Regionali, per essere annoverati tra gli atleti di interesse nazionale bisogna essere “ISCRITTI” ai tornei della lista del CONI. Da qui derivano le iscrizioni di massa, con molti giocatori che, iscrivendosi con largo anticipo ad un torneo di interesse nazionale, pensano di acquisire lo status di “atleta di interesse nazionale” e dunque di potersi allenare e spostare senza vincoli
Questa è una decodificazione discutibile, mai confermata nè dal CONI, nè dal Governo. Nel Decreto Ministeriale si utilizza il termine “partecipante”, e non “iscritto”, e a nostro parere c’è una bella differenza. Nella lingua italiana un partecipante è “colui che partecipa” ad un competizione, pertanto alla lettera potrebbero allenarsi solo coloro che adesso stanno giocando un torneo: prima della sua discesa in campo e dopo la sua sconfitta un giocatore non un è partecipante in senso stretto, quindi perderebbe il diritto di allenarsi. Uno scenario del genere sarebbe troppo restrittivo, in quanto il CONI e la FIT sanno benissimo che non si può partecipare ad un torneo senza allenamento. Allora l’interpretazione più logica e corretta è che i partecipanti siano i “potenziali partecipanti”, cioè coloro che hanno diritto a partecipare ad una competizione: ciò significa che tutti i tesserati agonisti sono partecipanti e annoverabili allo status di atleti di interesse nazionale. Invece considerare partecipanti gli iscritti è una forzatura notevole: un iscritto ad un torneo che si svolgerà tra due settimane non è un partecipante, nel senso che non sta disputando quella manifestazione, bensì dichiara un’intenzione di parteciparvi senza garantire una presenza certa.

Al di là della diatriba semantica, il problema è un altro: i giocatori, credendo che “partecipante=iscritto”, possono mettere in atto un meccanismo fraudolento. Ovvero possono iscriversi ad un torneo futuro inserito nella lista di competizioni di interesse nazionale, cancellarsi un’ora prima della fine delle iscrizioni (MYFIT permette di farlo) oppure non presentarsi il giorno della partita, e nel frattempo godere dei “benefici” dello status di atleta di interesse nazionale. Se le intenzioni della FIT erano di salvare una parte dell’attività tennistica, il risultato finale è una degenerazione incontrollabile a cui la federazione deve porre rimedio. Onde evitare polemiche vogliamo essere chiari: la colpa non è né dei circoli che organizzano i tornei, né dei giocatori, che non fanno nulla di illegale, ma di un sistema con delle falle evidenti.
Il bello è che questo caos nasce da un fraintendimento di base, il quale non sussisterebbe più se si desse semplicemente la possibilità a tutti i tennisti agonisti (e non) di giocare all’interno dei propri circoli, dove la pratica tennistica può essere gestita con la massima sicurezza: diverso il discorso dei tornei, i quali prevedono numerosi spostamenti da parte di atleti e organizzatori e una macchina organizzativa difficile da gestire in mezzo ad una pandemia. In una situazione del genere, peraltro durante mesi “morti” a livello agonistico, è proprio necessario organizzare competizioni amatoriali? Infine invitiamo i giocatori ad una riflessione concreta. La valutazione di un comportamento conforme o meno al Decreto Ministeriale non spetta né alla Federazione, né ad un allenatore, né ad un presidente di circolo, né a voi e nemmeno a Grantennis, ma alle forze dell’ordine che effettuano i controlli: se la Polizia o i Carabinieri vi fermassero, voi come giustifichereste il vostro spostamento? Mostrando sullo smartphone al pubblico ufficiale il vostro nome in mezzo ad una lista di iscritti al torneo di 3a Categoria di Gallarate? Pensate che sia sufficiente per non essere multati? Noi non sappiamo se lo sia oppure no, ma voi siete disposti a rischiare?

Alessio Laganà

 

 

19 Commenti
  1. Dino Berti

    Bell’ articolo Alessio con il quale concordo in pieno, l’ intera vicenda, anche se lo scopo iniziale poteva essere lodevole e giustificato, quello di non fermare e chiudere i circoli, sta diventando una barzelletta.
    Noi come circolo siamo ufficialmente chiusi, perché non mi prendo sicuramente in questo contesto la responsabilità di dire ad un nostro tesserato che si può muovere liberamente, specialmente se è fuori comune.
    Urge chiarezza e buon senso.

    15 Novembre 2020 at 15:01 - Rispondi
  2. lucio

    …soprattutto
    dove è il senso di responsabilità ed il rispetto per il prossimo….
    sono d’accordo.

    15 Novembre 2020 at 15:31 - Rispondi
  3. Francesco Lombardi

    Non era meglio permettere ai circoli di rimanere aperti facendo giocare gli agonisti, invece di sguinzagliare quest’ultimi a giro X la regione in tornei che diventano più pericolosi X contatti e divulgazione del virus..??..Altrimenti pugno di ferro e tutti chiusi X 15/30/50 giorni..tanto non sanno far altro..!

    15 Novembre 2020 at 16:52 - Rispondi
  4. Maestro Franco Biegi

    Buonasera,analisi corretta Alessio…vedere 500 iscritti/e ad un rodeo a dicembre è abbastanza singolare. Andando a leggere le classifiche dei suddetti iscritti si nota che un gran numero sono 4NC. (alcuni bambini di 12/13 anni). Con tutto il rispetto dovuto ai tennisti amatoriali essere 4NC a metà novembre significa aver fatto la tessera agonistica ieri. Credo che il costo di una tessera atleta si aggiri sulle 30/40 euro che moltiplicate per il numero dei tesserati dell’ultima ora in tutta Italia produce una cifra pari al Pil di qualche paese non eccessivamente progredito. Pensare che in Italia ci rallegriamo per la vittoria di Sinner ad un 250…con una quantità così elevata di “atleti di interesse nazionale” dovremmo centrare i primi tre posti in ogni torneo del grande slam.
    Sarcasmo a parte trovo assolutamente discutibile questa ricerca di aggirare il problema (una pandemia in corso e un provvedimento transitorio) con il benestare del Coni e di conseguenza della federazione.
    Purtroppo rientra tutto nella cultura del nostro straordinario paese. E domattina sarà straordinario leggere un comunicato che possa chiarire e risolvere la questione con buon senso e responsabilità.

    15 Novembre 2020 at 17:18 - Rispondi
  5. max

    scusate, ma quando mai MYFIT ti permette di cancellarti da un torneo ??? l’unico modo è chiamare il circolo….

    16 Novembre 2020 at 8:32 - Rispondi
  6. Paolo Costa

    Il dpcm permette questo ed ha lasciato l’onere al CONI di pubblicare una lista di tirnei di interesse nazionale …….si può discutere su questo aspetto , oggettivamente ridicolo .
    I circoli in Lombardia sono quasi tutti aperti , si gira con una certificazione col riferimento della tessera e la mail dove viene scritto che ci si è iscritti al torneo.
    Non penso che nessuno si disicrverà dal torneo stesso perchè saranno effettivamente iscritti il 20-25% di quelli che hanno provato a farlo .

    Correggerei la parte dell articolo dove hai scritto meccaniscmo fraudolento perchè di fraudolento non c’è proprio nulla .

    16 Novembre 2020 at 9:09 - Rispondi
    • Redazione GTT

      Ovviamente chi si iscrive ad un torneo perchè ha seriamente intenzione di farlo è dalla parte della ragione al 100%.
      Ma qui ci sono tantissimi giocatori, soprattutto di bassa classifica, che si iscrivono a tornei che altrimenti non avrebbero mai svolto solo per usufruire della possibilità allenarsi, e poi magari si cancellano il giorno prima della fine delle iscrizione. A Cecina, ad un mese dall’inizio dell’Open Rodeo, ci sono 450 iscritti tra cui una marea di 4.5/4.6 e nc provenienti da altre regioni: ma vi sembra davvero una cosa normale? In questo senso è un meccanismo fraudolento, e lo confermiamo!

      16 Novembre 2020 at 10:46 - Rispondi
      • GHERARDO

        SCUSATE
        NON VEDO COMUNQUE FRAUDOLENZA. SE IL SISTEMA LO PERMETTE SI PUO’ FARE!
        SI PUO’ PARLARE DI FURBERIA,O AGGIRAMENTO REGOLA.
        QUI CI S HA VOGLIA DI GIOCARE A TENNIS E FARE TORNEI IL RESTO CONTA POCO.
        ANDREI ANCHE A PAVIA A GIOCARE POTESSI!

        16 Novembre 2020 at 14:34 - Rispondi
        • Redazione GTT

          Ma infatti non sono fraudolenti nè i giocatori nè i circoli. E’ il meccanismo che è fraudolento.
          Abbiamo ribadito più e più volte che la nostra interpretazione del DPCM è a favore dei circoli e dei giocatori, e riteniamo che i circoli possano (anzi debbano) ero rimanere aperti per consentire lo svolgimento del tennis nella massima sicurezza!

          16 Novembre 2020 at 15:16 - Rispondi
        • Michela

          Gherardo COMPLIMENTI!!! Non hai capito un bel niente…..ora te lo spiego: SIAMO IN PIENA PANDEMIA….potrebbe toccare anche a te…..

          17 Novembre 2020 at 15:19 - Rispondi
          • GHERAR

            CARA MICHELA IO SO CHE SIAMO NEL BEL MEZZO DELLA PANDEMIA. MA TI FACCIO UNA DOMANDA? SE A ME DANNO LA POSSIBILITA ‘ DI GIOCARE /ALLENARMI E FARE TORNEI PERCHE’NON DOVREI FARLO? PERCHE’NON DOVREI ISCRTIVERMI A UN TORNEO SAPENDO CHE POI LO FARO’? IO ,FIN QUANDO POTRO’,MI ALLENERO’ IN OTTICA DI FARE I TORNEI. TE SEI LIBERISSIMA DI FARE QUELLO CHE RITIENI PIU’OPPORTUNO.
            LEGGI IL COMMENTO DEL SIG. PAOLO COSTA. E’ PERFETTAMENTE IN LINEA CON QUELLO CHE HO CAPITO IO.

            18 Novembre 2020 at 13:18
      • Paolo

        Dalla Treccani il significato di faudolento:

        Di azione o comportamento, fatto con frode, che tende a frodare o che costituisce frode

        e di frode:

        Atto o comportamento diretto a ledere con l’inganno un diritto altrui

        19 Novembre 2020 at 15:16 - Rispondi
  7. Daniele

    Tutto vero quello che dite ma la colpa è del sistema prima ti fanno fare la tessera Fit di agonistica poi dopo una settimana si rimette in discussione il fatto che il tennis è ed il golf sono ad oggi gli sport più sicuri dal punto di vista sanitario, cioè o si chiude tutto oppure si lascia la responsabilità alle persone e non è giusto.

    16 Novembre 2020 at 13:28 - Rispondi
  8. Daniele

    Sarebbe interessante sapere se qualcuno è già stato fermato da una pattuglia e se hanno accettato come motivazione “ho la tessera FIT agonistica, mi sono iscritto al torneo x e quindi sto andandomi ad allenare al circolo y”. Le forze dell’ordine sanno di questa regola della FIT? Come fare a dimostrare che ho tessera FIT valida e che realmente sono iscritto a quel torneo x ?

    16 Novembre 2020 at 19:36 - Rispondi
    • Sissi

      Basta stampare la pagina fit personale dove si legge numero di tessera e tipologia. Per il torneo, da sempre, quando ti iscrivi viene rilasciato un foglio di attestazione dell’iscrizione. Detto questo, io non dico solo che avrebbero dovuto scrivere meglio il dpcm ma sopratutto che invece di pensare a fermare uno degli sport più sicuri al mondo, avrebbero dovuto pensare a ben altro, andassero in giro per gli ospedali invece che al CONI.

      17 Novembre 2020 at 14:53 - Rispondi
    • Paolo

      Guarda che alla pattuglia che gli consegni l’autodichiarazione non dovresti dimostrare nulla a conforto di quanto scritto.
      Dovrebbero essere l’autorità che verifica la veridicità della dichiarazione successivamente ed eventualmente sanzionarti se hai dichiarato il falso (rilevanza penale).

      19 Novembre 2020 at 15:10 - Rispondi
  9. Paolo costa

    Copio e incollo :

    Questione del gioco del tennis in “zona rossa”

    Post rivolto ai miei amici tennisti

    PS : è autorizzata la condivisione, anche tramite organi di stampa

    Il gioco del tennis NON è vietato nelle regioni “zona rossa”, se a disputarlo sono atleti agonisti:

    – che giocano per partecipare ad un torneo FIT ritenuto dalla FIT e dal CONI di “interesse nazionale” (e dall’elenco pubblicato lo sono anche gli “open” e qualche “terza” in cui possono iscriversi anche i quarta categoria come me)
    – che vanno in campo solo per allenarsi per partecipare, in futuro, a questi tornei.

    Nel primo caso sono autorizzati a giocare solo nel circolo che disputa il torneo.

    Nel secondo caso sono autorizzati ad allenarsi presso qualsiasi circolo tennis.

    Anche la FIT, nei suoi comunicati, riconosce tutto ciò, ma in caso di allenamenti richiede che devi essere iscritto ad un torneo di interesse nazionale per avere diritto ad allenarti.

    Ma questa limitazione dell’obbligo di preventiva iscrizione ad un torneo come condizione per entrare in campo ad allenarsi NON è prevista nel DPCM nazionale, ed è solo una interpretazione restrittiva della FIT che, come si sa, è un ente non abilitato ad emettere norme in materia di salute pubblica, che sono solo di competenza statale e delle regioni e, in via di urgenza, dei sindaci.

    Ciò che conta è che io sia un tesserato agonista e che, se fermato, dichiaro di andare a giocare a tennis per allenarmi “in vista” di una competizione di interesse nazionale, senza alcuna necessità di provare la già avvenuta iscrizione ad un torneo di interesse nazionale.

    Vi dirò di più: a rigore, essendo, questa, una attività espressamente autorizzata, non vige nemmeno il limite della residenza: io , tesserato agonista , posso decidere di allenarmi in qualunque circolo di tennis , non solo in quelli situati presso la mia residenza.

    Ovviamente, per far ciò dovrò portare con me, per gli spostamenti, una autodichiarazione in cui sottoscrivo di essermi spostato da casa al circolo per allenarmi, come tesserato agonista, in vista di competizioni di interesse nazionale.

    Alberto Maria Picardi (Magistrato – Tesserato agonista FIT)

    17 Novembre 2020 at 14:47 - Rispondi
    • Paolo

      Concordo in toto.
      Purtroppo qs confusione é stata generata perché quando si scrivono i provvedimenti normativi non si usano le parole corrette e tendono a interpretazioni sbagliate.
      Se non volevano 300 iscritti ai tornei non dovevano scrivere quello che hanno scritto.

      19 Novembre 2020 at 14:50 - Rispondi
  10. Franci Luca

    Ho sentito parlare di Tesserati AGONISTI! almeno la Fit ha fatto una distinzione tra i propri tesserati limitando fortemente, come giusto che sia in questo periodo, il gioco ai soli AGONISTI. Nessuno invece parla dei circoli Affiliati ad enti di promozione che tra i tesserati hanno di norma SOLO non agonisti e che in virtù di una inscrizione di massa di tutti gli atleti alle PROPRIE manifestazioni di interesse nazionale future continuano a tenere aperto IN ZONA ROSSA il gioco a tutti i propri atleti NON AGONISTI

    19 Novembre 2020 at 10:53 - Rispondi

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