E se il padel uccidesse il tennis?

Il nostro titolo ad effetto suona come un mix tra una provocazione e un grido d’allarme dei puristi della racchetta, ma al di là dei toni usati una riflessione merita di essere approfondita. Quella che sembrava una moda passeggera sta spopolando come disciplina sportiva di grande appeal. Il padel, esportato dalla Spagna dove è uno sport popolarissimo, è sbarcato in Italia da quasi un decennio, ma è negli ultimi anni che ha sdoganato lo scetticismo iniziale per espandersi a macchia d’olio. Anche nella nostra Toscana, dove inizialmente era relegato a qualche circolo della costa come bizzarra alternativa al beach tennis, adesso inizia a essere presente un po’ ovunque: pensare che anche il Ct Firenze, il circolo più tradizionalista e prestigioso della nostra regione, da qualche mese ha inaugurato due campi da padel.
Fin qui non c’è niente di strano o di male, dal momento che il proliferare di una nuova disciplina sportiva non ha mai controindicazioni. Ma se la vogliamo vedere da un punto di vista di salvaguardia tennistica, il discorso diventa un po’ più complesso e articolato. Il padel, rispetto al tennis, è uno sport tecnicamente più accessibile, divertente e dai ritmi elevati, al punto che anche un esordiente dopo poche ore riesce a giocare con soddisfazione e divertimento, mentre il tennis prevede una progressione tecnica tale che per un giocatore alle prime armi è molto difficile divertirsi alle prime uscite in campo. Ma è dal punto di vista dei circoli che il padel è di gran lunga più conveniente rispetto al tennis. Da un campo da tennis ci si possono ricavare tre campi da padel. Il prezzo per affittare un campo da tennis per un’ora si aggira sui 15 euro, mentre per affittare un campo da padel, invece, servono dalle 30 alle 40 euro orarie: non serve uno scienziato per capire che sfruttando lo stesso spazio i circoli possono incrementare i loro guadagni del 700%!
Per questo molti circoli stanno investendo sui campi da padel. Ma il dubbio che ci siamo posti rimane: lo sviluppo di questa disciplina avrà un impatto negativo su quello del tennis? L’impressione, per i motivi di cui abbiamo parlato sopra, è che da un punto di vista di marketing il padel si rivolga esattamente al target da cui pesca il mercato del tennis e che questo, nel tempo, rischi seriamente di essere minacciato. Probabilmente non a livelli di professionismo o di agonismo spinto, ma a livelli popolari, di base, il padel potrebbe diventare una perfetta alternativa al tennis, per la sua tecnica immediata e la sua diffusione proprio all’interno dei circoli tennis, e potrebbe togliere utenti alla disciplina “regina”.
Una riflessione del genere merita essere affrontata nei piani alti del mondo del tennis, per fare in modo che il padel si differenzi e si rivolga ad un pubblico nuovo rispetto a quello tennistico. Nel frattempo la nostra Federazione si è accaparrata i diritti su questa nuova disciplina, inglobandola sotto l’ala tennistica. L’impressione è che questa “fusione” non possa avere dei benefici nel lungo periodo: dal momento che gli utenti del tennis vengono parificati a quelli del padel dalla FIT, che interesse avrebbero a preservare l’avanzata dell’una, a scapito dell’altra disciplina?

2 Commenti
  1. maurizio

    non si puo’ paragonare il tennis con il padel che non e’ altro che il tennis di serie b o c ..racchette piccolo-campo ridotto e punteggi brevi. Piu’ alla portata di tutti e quindi meno entusiasmante..i campioni sono a tennis non certo al padel.Io sono un tennista over 50 di classifica 4.2 che pratica questo sport da 35 anni. Se proprio vuoi uno sport alternativo allora il ping-pong ma e’ tutto differente e comunque un buon giocatore di tennis di solito parte proprio dal ping-pong non certo dal padel.

    21 Marzo 2019 at 19:43 - Rispondi
  2. Giorgio

    Si sta diffondendo perché è molto divertente. Nel Lazio sta spopolando.

    22 Marzo 2019 at 8:03 - Rispondi

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