Emergenza coronavirus: che cosa accade adesso al tennis agonistico e amatoriale?

In giorni convulsi e pieni di paura, dove si susseguono notizie sempre più allarmanti e restrizioni sempre più pesanti, un pensiero va anche al nostro movimento tennistico, lasciato giustamente in secondo piano per motivi di priorità rispetto a emergenze più pressanti. Ma in molti, tra giocatori e addetti ai lavori, ci stanno scrivendo per chiederci chiarimenti su cosa potrebbe accadere al nostro amato movimento, che solo nella nostra regione muove decine di migliaia di lavoratori e tennisti: qui di seguito cerchiamo di fare il punto della situazione e immaginare lo scenario delle prossime settimane.

TORNEI E CAMPIONATI – Fino ad oggi o in Toscana è stata sospesa unicamente la prima giornata dei campionati a squadre, in programma nel fine settimana precedente, ma dalla Federazione Italiana Tennis non sono giunte ulteriori comunicazioni in merito. I tornei individuali per il momento stanno procedendo regolarmente, ma l’impressione è che il quadro potrebbe rapidamente mutare nel giro di pochi giorni anche al di fuori della “zona rossa”. Per adesso ci si attiene a quanto stabilito, in materia di attività sportiva, dall’ultimo decreto ministeriale del 4 marzo (“Misure per il contrasto e il contenimento su tutto il territorio nazionale del diffondersi del virus Covid-19”), che qui riportiamo.

“Sono sospesi gli eventi e le competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, svolti in ogni luogo, sia pubblico sia privato: resta comunque consentito, nei comuni diversi da quelli di cui all’allegato 1 al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 1° marzo 2020, e successive modificazioni, lo svolgimento dei predetti eventi e competizioni, nonché delle sedute di allenamento degli atleti agonisti, all’interno di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse, ovvero all’aperto senza la presenza di pubblico; in tutti tali casi, le associazioni e le società sportive, a mezzo del proprio personale medico, sono tenute ad effettuare i controlli idonei a contenere il rischio di diffusione del virus COVID-19 tra gli atleti, i tecnici, i dirigenti e tutti gli accompagnatori che vi partecipano. Lo sport di base e le attività motorie in genere, svolte all’aperto ovvero all’interno di palestre, piscine e centri sportivi di ogni tipo, sono ammessi esclusivamente a condizione che sia possibile consentire il rispetto della raccomandazione di cui all’allegato 1”

Il decreto, al di fuori della zona rossa, non sancisce obblighi ma fornisce indicazioni basate fondamentalmente sul rispetto della famigerata sicurezza interpersonale di almeno un metro. In linea teorica, tra tutte le discipline sportive, quella tennistica è una delle più sicure, perchè le distanze interpersonali sono quasi sempre garantite e perchè, almeno a livello amatoriale, la presenza di pubblico è generalmente molto limitata se non inesistente. Questo è vero concentrandosi sul perimetro di gioco, ma in una manifestazione sono altri gli aspetti interessati, come l’utilizzo di spazi comuni, di spogliatoi, di bar, dove è assai più difficile rispettare questa prescrizione.
Per il momento, a differenza di altri sport, il tennis non ha subìto numerose cancellazioni. Tutto dipenderà dagli sviluppi dell’epidemia nei prossimi giorni e nelle prossime settimane: i tornei professionistici stanno annunciando uno dopo l’altro il loro annullamento (è notizia di oggi la cancellazione del Master 1000 di Indian Wells), la sensazione e è che ciò potrebbe accadere anche per i nostri tornei e campionati, laddove non ci sono grandi interessi economici ed è giusto che prevalga la prevenzione e la sicurezza.

CIRCOLI TENNIS – Per quanto riguarda la vita all’interno dei circoli tennis, la situazione è ancora più fumosa in quanto il decreto lascia spazio all’interpretazione e la sua applicazione dipende dal singolo gestore. In Toscana abbiamo notizie di circoli completamente chiusi, di circoli che hanno sospeso le loro scuole tennis (la maggioranza), ma anche di circoli che per ora proseguono normalmente la loro attività. Rispetto ad una manifestazione ufficiale, dentro il circolo è ancora più difficoltoso garantire la distanza di sicurezza di un metro (si pensi ai corsi SAT, dove possono essere presenti anche 10 bambini per campo, ma anche agli spogliatoi).
Anche in questo caso le decisioni dipenderanno dall’evolversi della situazione. Per ora il buonsenso dei gestori e dei tecnici sta permettendo il proseguimento dell’attività sportiva, seppure a ranghi ridotti, ma se le cose dovessero peggiorare è difficile pensare ad una proroga dello stato attuale. Come abbiamo sottolineato ad inizio articolo, uno stop indiscriminato dell’attività tennistica sarebbe una mazzata sul piano economico e lavorativo per i tantissimi soggetti coinvolti (maestri, insegnanti, gestori, addetti ai campi), di per sè scarsamente tutelati anche nella normalità, ma di fronte a un’emergenza sanitaria e sociale di portata simile purtroppo queste riflessioni passerebbero amaramente in secondo piano.


Alessio Laganà

5 Commenti
  1. Un Presidente.

    Siamo completamente in balia di una dirigenza sportiva e Federale fatta da persone irresponsabili, almeno per quello che ci raccontano i medici e politici….e per quello che si sente dire….
    Anche in toscana siamo in piena emergenza…tra un po’ gli operatori e
    Volontari della Sanità e delle associazioni di volontariato non saranno più in grado nemmeno di garantire il soccorso e gestire i servizi sociali……e noi ci preoccupiamo di rimandare un torneo o chiudere un circolo sportivo??
    C’è solo da fermarsi come io ho fatto, garantendo, Per quanto ci sia possibile,
    Lo stipendio….a chi lavora all’interno dell’associazione….
    Alcune associazioni…/fino a due giorni fa’ facevano attività piena agonistica, facevano giocare a calcetto…..
    Siamo alla follia!!
    Siamo un paese veramente irresponsabile!’
    I primi Ad esserlo sono i giovani….!!!!!
    Buon Lavoro.

    9 Marzo 2020 at 15:43 - Rispondi
  2. Gaetano Molinari

    Assolutamente d’accordo, fatte salve le poche e possibili salvaguardie per i lavoratori del settore, in questo momento sarebbe il caso di limitare al massimo l’attività dei circoli

    10 Marzo 2020 at 21:32 - Rispondi
  3. Elisa

    Poiché è possibile svolgere attività all’aperto almeno permettere agli atleti di allenarsi e recarsi subito a casa senza l’utilizzo di docce e o spogliatoi….sotto propria responsabilità e non del circolo…Alla fine in bicicletta si può andare….e non parliamo poi di coloro che si recano nei parchi a passeggiare ….magari sporchi, spacciatori, drogati….ma insomma non si possono ghettizzare gli sportivi sani ed i maestri …una contraddizione dietro l’altra….Recano danni su danni..a livello economico e troppa violenza psicologica in un settore sportivo come il tennis che oltre tutto si è lontanissimi nel praticarlo ….poi però bar e supermercati aperti….

    12 Marzo 2020 at 0:05 - Rispondi
  4. Fabio

    Ma gli leggete i decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri o fate finta di niente ?
    Con l’ultimo che ha esteso al zona rossa a tutta l’Italia, è sospesa ogni attività sportiva senza se e senza ma e senza alcuna distinzione e quindi vanno (rectius : andavano) chiusi tutti i i circoli di tennis e basta.
    Gentilissima Elisa, capisce che se uno di questi “grandi atleti” si fa male, magari, non c’è neanche l’ospedale che lo accoglie perchè intento, giustamente, a fare altre cose ?
    Ma poi che significa che non si possono “ghettizzare gli sportivi sani ed i maestri di tennis” ?
    A parte che tutti siamo sani fino a prova contraria, si rende conto che hanno sospeso tutti i campionati di calcio, lo sci, le moto, la Formula 1 (che solo di indotto valgono mille volte il tennis italiano e tutti i maestri di tennis non solo d’Italia ma d’Europa ! ), tutti i tornei di tennis, l’ NBA, il foootball, i campionati europei di calcio , ogni tipo di sport, e forse le olimpiadi : forse che questi non erano sani sportivi ?
    Professionisti pagati milioni di euro che stanno in giardino a palleggiare e noi stiamo dietro, con tutto il rispetto, ai tennisti dei circoli di Firenze e provincia ?
    I maestri di tennis sospendono l’attività come hanno fatto tutti i professionisti del mondo e chiuso.
    Non so se ha visto che tutte le borse mondiali hanno perdite gironaliere a due cifre, le imprese e le banche soffrono e se continua così, salta tutto e nei campi da tennis è grassa se ci piantiamo le patate !
    Che significa “farlo sotto la propria responsabilità” : codesti comportamenti ci metterebbero tutti a rischio e poi ora c’è le legge che li vieta!
    Passeggiare in un parco oper strada a debita distanza è permesso ed è giusto, perchè altrimenti si impazzisce, ma tenere aperto un circolo di tennis e continuare a giocare e ad allenarsi, è cosa ben diversa anche ad un punto di vista morale, vista la situazione che stiamo vivendo !
    Già la FIT aveva fatto un operazione discutibile (come ha rilevato il solo Ubaldo Scanagatta) con l’elenco dei soli 162 giocatori che si potevano allenare, visto che, fra questi ,di tennsiti veri ce ne saranno stati dieci o dodici !
    E si badi bene, chi le scrive mal sopporta la quarantena, ma sopporta ancora meno la disinformazione e la violazione della legge, che oltra creare delle disuguaglianze ci mette tutti a rischio.
    Comunque speriamo che tutto passi presto e che possiamo quanto prima (di certo dopo il 15 aprile) riaprire i circoli e tornare a giocare, perchè io, al momento, la vedo molto nera.
    Fabio

    16 Marzo 2020 at 16:11 - Rispondi
  5. Antonio Callegari

    Buongiorno, sono un manutentore di campi da tennis in terra rossa,in questo momento sono fermo per mia volontà, vari circoli mi chiedono di iniziare i lavori in vista della stagione e non so cosa rispondere.
    Lavoro da solo e la superficie del campo è grande non penso di poter contagiare nessuno .
    I campi da tennis non sono essenziali, cosa posso dire ai crcoli.
    #Iorestoacasa

    18 Marzo 2020 at 8:18 - Rispondi

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