Episodio senza precedenti a Siena: il Torneo Open maschile del Ct La Racchetta è stato sospeso per prolungamento oltre il limite dichiarato!

Si tratta di un episodio fino ad oggi mai accaduto a memoria d’uomo, almeno in Toscana, che rischia di diventare un pericoloso precedente per il futuro. Il Torneo Open maschile organizzato dal Ct La Racchetta Siena è stato sospeso prima del suo naturale epilogo! Ecco cosa è successo…
Il citato torneo Open era stato inserito nel programma ufficiale delle manifestazioni FIT dal 2 al 10 febbraio. Il giorno 10 febbraio il torneo maschile era giunto alla conclusione del secondo tabellone di qualificazione, dunque per giungere alla fine mancavano ancora cinque turni del tabellone principale. Una delle prime quattro teste di serie iscritte al torneo, il quale aveva dichiarato all’organizzazione l’impossibilità di giocare dopo il 10 febbraio, ha chiesto e ottenuto l’applicazione dell’articolo 1.4.2 del regolamento organico delle Carte Federali, che qui riportiamo nella sua interezza.

Articolo 1.4.2 del regolamento organico delle Carte Federali – Durata delle competizioni individuali
Una competizione autorizzata ha la durata indicata nel programma regolamento. Ogni competizione, che non siano i Campionati Nazionali Individuali, può proseguire oltre tale giorno solo se sono d’accordo tutti i concorrenti rimasti in gara, l’affiliato organizzatore e il Giudice Arbitro. 

Il suo disaccordo a proseguire oltre la data dichiarata come termine del torneo ha avuto come conseguenza la sospensione del torneo maschile al il giorno 11 febbraio. Il torneo femminile invece è regolarmente proseguito ed è in corso di svolgimento. Prima di capire quali conseguenze possa avere tale decisione sono necessarie un paio di considerazioni. In questa sede non vogliamo giudicare nè le motivazioni che hanno spinto il giocare a richiedere la sospensione del torneo, nè quelle che hanno portato il circolo organizzatore a prolungare la manifestazione più di quanto dichiarato. La decisione del giocatore può essere più o meno condivisibile a livello individuale: egli si appella a un regolamento in vigore sulle carte federali (sebbene quasi mai applicato e sconosciuto ai più), dunque da un punto di vista formale la sua richiesta è legittima. E’ doveroso tuttavia, a nostro parere, spezzare una lancia sia a favore dell’organizzazione che del Giudice Arbitro (di cui nello specifico conosciamo l’onestà e la professionalità). E’ chiaro che da un punto di vista regolamentare ci sia stato un errore da parte loro, ma tale errore nasce da una consuetudine ormai consolidata e ritenuta “naturale”, almeno in Toscana. Nella nostra Regione da anni una buona metà dei tornei prosegue oltre la data dichiarata, dunque il Ct La Racchetta e il Giudice Arbitro pagano oltre le loro responsabilità specifiche e sono stati davvero sfortunati: lo stesso episodio poteva capitare a Massa, come a Livorno, come a Prato, è successo in questo torneo e purtroppo questo sarà ricordato.

Quello che temiamo è che questo episodio costituisca un precedente pericoloso da ora in avanti. La diffusione presso la comunità tennistica di quanto accaduto (che va al di là dell’articolo da noi pubblicato oggi, in quanto già da alcuni giorni è una notizia sulla bocca di tutti) farà sì che ogni giocatore sarà a conoscenza di questa norma fino ad oggi sconosciuta ai più. E potrà decidere, nel caso in cui il torneo vada per le lunghe, se applicarla o meno. La conseguenza, ovvia, è che i circoli adesso non rischieranno più di andare fuori tempo massimo e faranno terminare ad ogni costo i loro tornei nelle date prestabilite. Dunque o allungheranno la durata della competizione (soluzione più logica ma allo stesso tempo non sempre possibile) oppure faranno di tutto per far concludere il torneo nei tempi prestabiliti. Il che significa due cose: che saranno introdotti in maniera sistematica i doppi turni e che non saranno più ascoltate le “desiderata” dei giocatori (ricordiamo infatti che il rispetto delle richieste dei giocatori da parte del circolo non è assolutamente vincolante e costituisce una cortesia nei confronti del tennista).
Il rischio è che l’applicazione di una regola sulla durata delle competizioni individuali, finalizzata a tutelare i giocatori, finisca proprio per penalizzare i giocatori stessi: sarebbe opportuno che le parti in causa si mettessero a sedere e trovassero assieme una soluzione per regolamentare nella maniera più equa un aspetto fino ad oggi trascurato.

 

6 Commenti
  1. Giovanni Forconi - CT Siena

    Il circolo tennis La Racchetta si è sempre distinto per la estrema disponibilità verso i tennisti e per la volontà di sviluppare il movimento del territorio. Paga oggi la disponibilità sempre offerta e subisce mediaticamente una comunicazione fuoriviante; perchè a La Racchetta le competizioni sono sempre state organizzate secondo uno standard abbondantemento superiore a quelli cui i tennisti si imbattono abitualmente. Desidero approfittare per rimarcare come La Racchetta, il suo rappresentante e lo storico Staff Tecnico, si distinguano da sempre per quella collaborazione tra affiliati che mai, a mia memoria di dirigente di altro circolo e di delegato federale, è propria per le società dell’area senese. Un supporto e una collaborazione a tutto tondo dai campionati nazionale affiliati agli eventi minori, dai materiali per le manutenzioni alla coperazione sociale, e soprattutto dai rapporti tra tecnici e giocatori fino a quello tra spoci e allievi sempre contraddisti da lealtà e serietà nell’interesse dello sport del tennis. Tutto questo per spostare l’attenzione sulle stingenti regole che impongono l’organizzazione di tornei in cui è imposto lo strascicarsi del calendario. Un ritorno ai classici tabelloni dei tornei di tennis aiuterebbe una programmazione e un calendario circoscritto. GF

    14 Febbraio 2019 at 17:59 - Rispondi
  2. jacopo

    Episodio altamente deprecabile, non solo per il torneo rimasto senza la parte conclusiva (tra l’altro quella più interessante), quanto per i numerosi atleti che avevano voglia di confrontarsi prima di un evento altisonante quali i campionati toscani prossimi rappresentano e non hanno potuto battagliare, episodio certamente che creerà un precedente ad alto rischio come sottolineato puntualmente nell’articolo. Rimane l’eterno dualismo e antagonismo da un lato degli organizzatori che cercano di venire incontro agli atleti (che non essendo professionisti hanno giustamente altre priorità), dall’altro i tabelloni (in questo caso pur essendo un tabellone limitato aveva ben 14 turni per arrivare alla finale) che non danno adito a perdere neanche un giorno costringendo a questo punto ad un tour de force forsennato con costanti doppi turni.
    Si arriveranno a pubblicare gli orari senza venire minimamente incontro alle esigenze di alcuno e poco importerà se gli atleti non potranno e il tabellone sarà costellato di n.d.. E se sopraggiungerà la pioggia??? Mi sovviene il dubbio che un minimo ritardo (qualsiasi sia la causa) potrà inevitabilmente scatenare la voglia o il protagonismo di far saltare un intero evento!!! (anche magari a qualcuno che non vada bene il tabellone toccato in sorte!!).
    E’ giusto monitorare i tornei e che si svolgano in un periodo temporale contenuto, ma così la punizione di un ritardo seppur di 1 giorno mi sembra esagerata e nelle mani veramente anche di un unico giocatore!!!
    E la federazione in tutto questo? Ovviamente assente, si limita semplicemente a prendere la pec del giocatore, trasmetterla al giudice arbitro ed annullare tutto (basta le quote siano pagate!). Ok regolamento applicato….ad maiora!!!!!!!

    14 Febbraio 2019 at 18:38 - Rispondi
    • Roberto

      finirà come con le compagnie aeree: i circoli dichiareranno almeno 7/8 giorni in più in modo da non sforare.

      1 Marzo 2019 at 13:06 - Rispondi
  3. Massimo

    basterebbe togliere l’articolo 1.4.2 e tutto si risolve….. a mio avviso è un arma alquanto pericolosa.
    toglierà un po’ di potere e diritti ai giocatori, ma l’eventuale ritorsione dei circoli di non prendere in considerazione le preferenze dei giocatori e fare anche i doppi turni mi sembra assai peggio.

    15 Febbraio 2019 at 9:13 - Rispondi
  4. Lurlina

    Buonasera, come sempre la soluzione migliore è quella che media le esigenze dei tennisti e quella del circolo organizzatore. Il fatto che un articolo non sia a conoscenza dei più non significa che non si debba applicare. Nel caso specifico non mi esprimo in quanto non sono a conoscenza dei fatti, per quanto invece riguarda la situazione in generale,penso sia giusto che le scadenze vengano rispettate.il prolungarsi di un torneo dovrebbe essere un eccezione e non la regola. il fatto comunque non è affatto senza precedenti , lo scorso anno un altro torneo in provincia di Pistoia è stato sospeso per il mancato accordo fra le giocatrici rimaste in gara e il circolo.

    16 Febbraio 2019 at 15:15 - Rispondi
  5. Marco

    si è sbagliata la regola…
    anche gli Slam sforano e non chiedono certo l’autorizzazione ai giocatori

    22 Febbraio 2019 at 17:41 - Rispondi

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