Il “caso Veneto” per le manifestazioni sportive: si può partecipare alle competizioni ufficiali solo con tampone negativo effettuato nelle 72 ore precedenti!

Nell’ordinanza regionale firmata ieri dal Governatore Luca Zaia arriva una grossa novità dal Veneto riguardante il mondo dello sport, che altre Regioni potrebbero attuare a loro volta. Nell’articolo C comma C2 dell’ordinanza numero 151 del 12 novembre infatti si legge che gli sportivi partecipanti alle competizioni possono accedere all’impianto solo se muniti di autocertificazione dell’avvenuta effettuazione di tampone con esito negativo non anteriore a 72 ore precedenti rispetto alla competizione rispetto alla competizione agonistica.
Per la prima volta nella storia quindi una Regione vincola la partecipazione ad una manifestazione sportiva non professionistica all’effettuazione di un tampone per il Covid-19. Questo provvedimento, oltre a creare ostacoli di carattere organizzativo (se ogni giocatore deve effettuare un tampone entro 72 ore dall’accesso ai campi di gara e un torneo dura due settimane, dovrà effettuare tre o quattro tamponi?), va decisamente contro allo spirito dei provvedimenti del CONI e della FIT, che avevano allargato l’elenco di “atleti di interesse nazionale” a tutti i tesserati agonisti e avevano garantito una libertà di spostamenti per partecipare ai tornei ufficiali più forte dei vincoli imposti dal Decreto Ministeriale del 2 novembre.
L’impressione è che questa decisione ordinanza dalla Regione Veneto rappresenti un autentico sbarramento alla partecipazione ai tornei amatoriali: molti giocatori, che praticano sport solo per divertimento, posti di fronte all’obbligo di effettuare dei tamponi per giocare molto probabilmente preferiranno non iscriversi alle competizioni.

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