Il nuovo tesseramento gold: così si uccide l’anima dello sport (di Alessio Laganà)

La Federazione Italiana Tennis ha da poco reso nota sul suo sito ufficiale la nuova campagna di tesseramenti per l’anno 2020. Quel che è balzato agli occhi di tutti gli appassionati è l’introduzione, accanto al classico tesseramento, di un nuovo “tesseramento gold”: si tratta di una “tessera speciale”, al prezzo di 129 euro all’anno (contro le 30 euro per una normale tessera agonistica), che garantisce a chi la acquista i seguenti vantaggi:
– Scelta dell’orario di gioco nei tornei individuali.
– Possibilità di giocare ogni incontro dei tornei individuali e a squadre con palline nuove.
– Coaching in campo ad ogni partita.
– Giornata di formazione presso l’Istituto Roberto Lombardi.
– Ingresso gratuito agli Internazionali d’Italia (biglietto Ground per le giornate di sabato e domenica).
– Incontro dei campioni del Tennis Italiano.
– Invito ai Supertennis Awards.
– Visita agli studi di Supertennis Tv.
– Sconti presso i partner commerciali FIT.

TESSERAMENTO GOLD: COME FUNZIONA NEL DETTAGLIO

Quella del tesseramento gold è l’iniziativa più sprezzante nei confronti dei giocatori e dei circoli, vero cuore pulsante del movimento, che la Federazione potesse immaginare e abbia mai immaginato. Che questo corso federale sia fortemente “marketing-addicted” lo si è sempre saputo, ma qui si è andati oltre ai limiti del buon senso e del rispetto. Il sistema delle classifiche a punti è fortemente orientato al marketing e al far disputare tante partite ai giocatori, ma in questo portale abbiamo sempre ammesso il suo grande successo: anche se qualcuno critica il sistema, il fatto che abbia fatto crescere la partecipazione ne ha decretato la riuscita e ha portato una reciproca soddisfazione sia alla FIT (in termini economici) che ai tesserati (che giocano di più e si divertono). Il tesseramento gold tuttavia va ben oltre tutto questo. Annunciato da un iperbolico slogan “Vivi un’esperienza esclusiva” che fa già comprendere la natura di questa iniziativa, molto simile a quelle promosse dalle varie compagnie aeree, lede ogni principio di sportività e di lealtà che una Federazione dovrebbe promuovere. Il tennis, come qualsiasi altro sport, dovrebbe essere “inclusivo” e non “esclusivo”.
LA FIT NON E’ UN’AZIENDA. Forse se lo sono scordati dalle parti di Viale Tiziano, ma non si possono accostare le politiche commerciali di un’azienda a quelle di una Federazione sportiva. Fino a prova contraria, una Federazione è un ente dal carattere pubblico che fa capo al CONI ed ha come principio fondante la divulgazione di una disciplina sportiva, dei suoi valori e l’aggregazione dei suoi tesserati. Una Federazione può generare utili, ci mancherebbe, ma non è la sua missione principale e dovrebbe preoccuparsi, prima del profitto, di altri valori.
MANCANZA DI EQUITA’. Alcuni benefit promossi all’interno della tessera gold possono essere accettabili. Quelli più “commerciali” per capirsi, come i biglietti omaggio per gli Internazionali d’Italia, anche se alcuni di essi mostrano chiaramente l’estrema autoreferenzialità, per non dire il narcisismo, di chi li ha ideati: con tutto il rispetto, a vendere come “benefit”  l’ingresso gratuito ai Supertennis Awards o la visita agli studi di Supertennis, nemmeno si parlasse dei premi Oscar e degli Universal Studios, ci vuole davvero tanto coraggio, ma diciamo che ci può stare. Quelli che non sono accettabili sono i “benefit tecnici”, ovvero legati alla prestazione sportiva: la scelta dell’orario di gioco, le palle nuovo e il coaching. I primi due non recano un vantaggio a un giocatore, ma rimangono inaccettabili sul piano morale e organizzativo (ne parleremo dopo), il terzo lede ogni principio di equità e di rispetto sportivo: permettere a un giocatore di acquistare la possibilità di ricevere un aiuto dall’esterno contro un altro che invece non può averlo, perchè non lo ha comprato, è una follia. Fa passare il peggior messaggio possibile soprattutto ai giovani, ovvero che un giocatore può comprare con il denaro un vantaggio in una partita, e questo è vergognoso. Inoltre crea tesserati di Serie A e tesserati di Serie B: una Federazione, e a ruota il CONI, non dovrebbero mai permetterlo.
CAOS E DISSERVIZI PER I CIRCOLI E PER I GIOCATORI. Parliamo del primo dei “benefit” promossi dal tesseramento gold, ovvero la possibilità di scegliere l’orario desiderato. Al di là del senso di ingiustizia evidente che crea, esso mette in moto dei meccanismi difficili da gestire, a tratti perversi. Il tesserato “gold” potrà scegliere in maniera vincolante l’orario in cui desidera giocare (esempio, un “not before”). Questa cosa di fatto esiste già: i giudici arbitri e i circoli fanno i salti mortali affinchè tutti i giocatori siano accontentati e quasi sempre ci riescono. Ma che cosa succederà ora che questa usanza verrà “regolarizzata” soltanto per pochi fortunati? Che succede per esempio se un giocatore imporrà un orario e l’altro sarà impossibilitato a venire per motivi di lavoro? Che succede se giocheranno contro due “gold” con esigenze orarie opposte? A tal proposito, leggendo il documento con le condizioni di utilizzo dei vantaggi per i tesserati Gold, emergono scenari cervellotici: “In caso di incontri di tennis di singolare in cui entrambi i giocatori sono Tesserati Gold, il vantaggio sarà applicato in favore del giocatore la cui classifica risulterà più alta; in caso di parità di classifica, l’orario di gioco sarà stabilito dal GA“. Immaginando il caos scaturito da tutto ciò, la FIT mette a disposizione una scappatoia per i circoli: “Tale vantaggio non è applicabile qualora l’incontro sia in programma sul campo principale dell’affiliato ove ha svolgimento il torneo“. Questo significa che, se un tesserato gold verrà programmato sul campo centrale di una manifestazione, non potrà accedere ad alcun beneficio orario, dunque avrà pagato per un servizio che non riceverà.
Torniamo all’esempio dei voli aerei e di un cliente che acquista un biglietto in business-class, che gli consente di accedere a tutti i benefit del caso (pasto gratis, posto ulteriore per le gambe, ingresso prioritario). La compagnia aerea tuttavia si riserva il diritto di servire il pranzo soltanto ai primi dieci acquirenti: se il volo sarà molto affollato dunque il nostro amico rischierà di digiunare. Inoltre la compagnia aerea si riserva di sospendere ogni benefit per la fila centrale della prima classe. Questo è il tesseramento Gold e ci fa capire l’assurdità di scimmiottare le politiche commerciali di aziende private: i tennisti non devono e non dovrebbero essere dei clienti!
– SERVIZI A PAGAMENTO GIA’ ESISTENTI GRATUITAMENTE. Il caos diventa addirittura comunicazione ingannevole quando parliamo del benefit che permette di accedere alle palle nuove in occasione di ogni incontro. Forse non tutti sanno che da alcuni anni i regolamenti federali lo consentono già. “L’affiliato ospitante deve provvedere a quanto necessario per assicurare il regolare svolgimento dell’incontro intersociale, in particolare deve fornire almeno quattro palle nuove per ogni incontro individuale, di marca e di tipo dichiarati all’atto dell’iscrizione” (art. 116 comma 1/f del Regolamento Tecnico Sportivo). Questo per quanto riguarda i campionati a squadre, mentre per i tornei individuali: “Almeno ciascun incontro deve iniziare con la disponibilità di quattro palle nuove o in buono stato” (art. 15 comma b/3 del Regolamento Tecnico Sportivo). E allora qual’è il significato di vendere a pagamento un servizio che già esiste gratuitamente? Quale sarebbe la differenza tra un tesserato gold e uno “normale”? Permetteteci poi di dubitare del vantaggio tecnico delle palle nuove: provate a concederle a un avversario più stanco di voi al terzo set, e lo vedrete come va a finire…
GLI SCENARI FUTURI DEL TESSERAMENTO GOLD. Che sviluppi avrà questa iniziativa nei prossimi anni? Sarà una boutade occasionale oppure l’inizio di una nuova tendenza? Difficile dirlo adesso: molto dipenderà dal successo e delle adesioni che le tessere gold riceveranno. Per chi gioca da una vita, come me, questa proposta è inaccettabile, ma che presa avrà nei confronti di chi si affaccia ora all’agonismo, come o i giovani o i quarta categoria spinti in alto dalle nuove classifiche? Sperando che qualcuno dall’alto (CONI) possa intervenire per limitare questa pericolosa tendenza, non è utopistico immaginare scenari ancora più apocalittici. Magari una tessera Platinum, a 250 euro, che regala punti in classifica oppure blocca la possibilità di retrocedere a fine anno. Sembra fantascienza, ma vedendo quello che stanno combinando potremmo non svegliarci mai da questo incubo…

Alessio Laganà

2 Commenti
  1. Giovanni Battista Salamone

    È inaccettabile, bisogna che il governo del.tennis rigetto questa schifezza discriminatoria sia sul piano morale sia sportivo.Restando fiducioso nel annullamento di questo aberrante provvedimento auguro una buona giornata a tutti i tennisti.

    7 Novembre 2019 at 10:32 - Rispondi
  2. Fabio

    Concordo pienamente con quanto scritto dal direttore.
    E’ assolutamente inaccettabile e contrario ad ogni etica sportiva basare su caratteristiche puramente “censuarie”, cioè di ricchezza, la pratica e lo sviluppo di un sport , specie se si pensa che queste regole sono state emanate da una federazione sportiva !
    Ci vuole poco a capire che, fra l’altro, sono evidentemente violati i più elementari principi costituzionali : che delusione !
    Non faccio più i tornei, ma se giocassi ancora e sapessi che un mio avversario mi oppone la tessera gold e pretende di giocare quando vuole e con le palle nuove, di sicuro mi presenteri all’incontro non con un solo tubo, ma con un cartone da 18 tubi, gli apprirei tutti e getterei nel campo da tennis tutte le palle, che poi, ovviamente, donerei alla locale scuola di tennis!
    P.s. Chi ha la tessera normale la doccia la fa calda o fredda ?
    Saluti a tutti.
    Fabio

    11 Novembre 2019 at 10:33 - Rispondi

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