Il tennis una “bellissima” e costosa malattia per gli agonisti adulti: guida alle spese per chi gioca solo per passione!

Il tennis è una “bellissima malattia” o una “stupenda ossessione”. Molti riconosceranno in questi due ossimori la realtà dei fatti: soprattutto nel caso di chi si avvicina al mondo del tennis in età adulta e ne rimane folgorato, al punto da innamorarsene. Per chi non lo sapesse questo amore è tanto coinvolgente, quanto costoso: sebbene sia diventato molto più popolare rispetto al passato, giocare a tennis a livello agonistico (più o meno basso) costa piuttosto caro.
In questo articolo che riprende una nostra vecchia inchiesta abbiamo provato a calcolare quanto analizzando due tipologie di tennista agonista adulto tra le molteplici e più disparate esistenti. La prima è quella di un agonista giovane di medio-alto livello, ipotiziamo un 25enne con classifica individuale 3.1, dunque un tennista “fatto e finito” che presumibilmente svolge attività agonistica sin da poccolo. La seconda è quella di un un agonista di livello più basso di età più matura, ipotiziamo un 38enne con classifica individuale 4.3: è il classico “cavallo di ritorno”, che magari giocava a tennis da piccolo, ha smesso per vent’anni e se n’è innamorato di nuovo.
La differenza tra questi due tipi di giocatori, più che nei costi, sta nei cosiddetti “benefit”: ovvero il tennista classificato 3.1 molto probabilmente riuscirà ad avere delle agevolazioni sotto varia forma da parte del circolo in cui è tesserato che il 4.3 non potrà avere. Sul capitolo benefit dobbiamo aprire una parentesi a parte. Il fattore “agevolazioni” è talmente individuale e influenzato da numerosissime variabili che è difficile stilare un “caso tipico” o una “media nazionale”. Per benefit intendiamo tutte quelle agevolazioni che il giocatore riesce a ottenere in virtù della sua forza, rappresentata generalmente dalla classifica: un ingaggio o un rimborso spese per disputare i campionati a squadre, l’esenzione o lo sconto sull’affitto dei campi o sull’acquisto delle palline, condizioni particolari per l’allenamento con un maestro, e mettiamoci anche i premi (dove esistenti) conquistati con le vittorie e i piazzamenti nei tornei individuali. Dalla nostra esperienza individuale riteniamo che 3.2/3.3 sia la classifica di “sbarramento” a eventuali benefit: sotto questa classifica è molto difficile ottenere agevolazioni di qualsiasi tipo, sopra questa classifica qualche agevolazione è sempre possibile. I casi reali tuttavia sono sempre i più disparati: ci possono essere buone Seconda Categoria che giocano nel circolo di casa per pura passione e non ottengono alcun ingaggio, e allo stesso tempo Terze Categorie che riescono a strappare, per bravura o fortuna, delle buone condizioni. Nella difficoltà di delineare un benefit “medio”, abbiamo assegnato al nostro 3.1 25enne un’agevolazione sull’utilizzo dei campi e da parte del proprio circolo e uno sconto sull’eventuale partecipazione al corso con un maestro: in pratica egli, in cambio della disputa del campionato a squadre, non paga campi e tessera sociale, ma non riceve alcun rimborso in denaro. Nessuna agevolazione invece è prevista per il nostro 4.3 38enne, che pure disputa un campionato a squadre con il proprio circolo.

Alenamento – A 25 anni, e ancor più a 38 anni, un tennista è al di fuori della logica di una scuola tennis, ma non è detto che comunque non possa continuare ad essere seguito da un insegnante in maniera più o meno continuata. In questo caso tuttavià è necessario distinguere tra i due tennisti. Il nostro 3.1 sicuramente si allenerà anche fisicamente e potrebbe aver bisogno dell’utilizzo di una palestra. Quantifichiamo la spesa media per questa voce che comprende un eventuale corso agevolato, qualche lezione e qualche entrata in palestra in 500 € annui. Per il nostro 4.3 invece i costi di allenamento, a meno che non prenda lezioni private, deriveranno esclusivamente dall’affitto di campi e dall’acquisto di palle (vedi voce successiva)

Affitto campi – Come già detto, il nostro 3.1 ha ottenuto l’esenzione dal pagamento dei campi per il suo allenamento. Non è così per il nostro 4.3, che tuttavia continua a allenarsi con grande passione e sacrificio. Ipotizziamo nel suo caso un allenamento tennistico medio di 4 ore a settimana (4 sedute, di cui due da un’ora e una da due ore, quantità che oscilla a seconda dei periodi di preparazione e di torneo). Considerando 50 settimane di allenamento più o meno intenso, per un totale di 200 ore di allenamento all’anno, e una spesa media di 5 € per metà campo da tennis, il nostro agonista “senior” spenderà in media la non irrisoria cifra di 1.000 € l’anno per l’affitto dei campi.

Palline da tennis – In questo caso non ci sono agevolazioni per entrambi i giocatori. Ipotizziamo che il consumo medio dei due giocatori sia uguale: il 3.1 tira più forte e arrotato, ma i suoi scambi sono decisamente più corti del 4.3, che usura maggiormente le palline ma si allena di meno. Considerando le oscillazioni tra periodo di allenamento e di torneo (in cui vengono consumate molte meno palline), e che il consumo delle palle va sempre diviso per due tra il nostro giocatore e il suo compagno di allenamento, abbiamo calcolato un consumo medio annuo di 25 tubi: se la spesa media per un tubo di palle è di 7 €, la spesa complessiva annua in palline è di 175 € per entrambi i giocatori.

Tesseramento sociale e visita medica – L’esenzione dal pagamento della tessera sociale è un altro benefit del nostro 3.1, mentre non lo è per il nostro 4.3. La spesa, in questo caso, può essere diversissima: ci sono circoli “esclusivi” che costano più di 1.000 € l’anno per far parte del corpo sociale, altri più “spartani” che ne chiedono meno di 100. Nell’impossibile operazione di calcolare una media, ipotiziamo che il nostro 4.3 spenda 200 € l’anno per il tesseramento sociale.
La visita medica sportiva è una voce obbligatoria per chiunque pratichi attività agonistica e ha un costo annuo fisso di 50 €.

Abbigliamento e accessori – Rispetto ai giocatori under analizzati la domanda di abbigliamento dei nostri tennisti adulti è sicuramente più limitata, in quanto già in possesso di numerosi capi e con una maggiore tendenza, in generale, ad “arrangiarsi”. In ogni caso rimane obbligato ogni anno l’acquisto di due paia di scarpe (200 €), un completo e qualche accessorio per una media annua stimabile in 300 € di spesa. Non fa parte di questa voce l’acquisto della racchetta: i nostri tennisti ne sono già in possesso, e metteremo l’eventuale sostituzione per “rottura improvvisa” tra gli extra.

Corde – Qui tra i nostri due esempi la differenza è notevole, perchè il nostro 3.1 rompe decisamente più corde del nostro 4.3 a causa di una maggiore frequenza di gioco e di un modo di colpire la palla più potente e arrotato. Tra le oscillazioni dovute ai periodi di allenamento e torneo, consideriamo 40 corde l’anno sostituite dal 3.1 e 25 corde l’anno sostituite dal 4.3. Con il costo medio di una singola incordatura (corda più manodopera) di 12 € (ipotizziamo infatti che un giocatore “scafato” compri le matasse a parte, risparmiando un po’ rispetto al prezzo di listino proposto dal negozio), questa voce comporterà una spesa annua rispettivamente di 480 € e 300 €.

Tornei – Come nel caso degli under, è questa la voce che incide maggiormente a livello di spesa. Tra i due tennisti tuttavia ci sono diverse analogie a riguardo: entrambi hanno molta passione e in media svolgeranno un bel numero di tornei annui, che abbiamo quantificato in quindici. La differenza più rilevante tuttavia sarà nel raggio di azione delle manifestazioni: il nostro 4.3, con impegni di lavoro e famiglia, sicuramente programmerà la sua attività a una distanza molto ravvicinata, e la grande quantità di tornei di Quarta organizzati lo faciliterà. Il nostro 3.1 invece dovrà spostarsi decisamente di più, l’età e la libertà di vita glielo permette, il minor numero di tornei di 3a e Open organizzati e la maggiore ambizione nel migliorare la sua classifica lo porteranno a effettuare maggiori spostamenti: oltre ai 12 tornei regionali, egli parteciperà a tre tornei extra-regione che comportano costi non paragonabili ai tornei locali (stabilire in tre il numero medio dei tornei extra-regionali disputati da un 3.1 ovviamente è pura fantasia… Ci sono “Terza” emergenti che stanno mesi interi fuori Regione alla ricerca di punti, altri che per motivi di tempo o impegni fanno soltanto attività locale. Anche in questo caso la nostra è la ricerca di una “media” per quantificare le spese).
Ricapitolando, quindi, entrambi i tennisti disputano 15 tornei l’anno. Ipotizziamo per entrambi una media di 2,5 partite disputate per ogni torneo, per un totale di 38 match. Il nostro 3.1 viaggerà ogni volta in media 130 chilometri andata e ritorno (farà tornei sotto casa ma anche dall’altra parte della regione), mentre l’attività più locale del 4.3 lo porterà a effettuare 80 chilometri andata e ritorno per ogni viaggio. Con la benzina a 1.90 €/litro e un consumo medio di 1 litro ogni 15 chilometri, i nostri tennisti viaggeranno ogni anno 3.900 km e 2.400 km, per un consumo rispettivo di 260 e 160 litri di benzina e una spesa totale di 550 € e 350 € arrotondate con l’autostrada (non consideriamo anche in questo caso l’usura del mezzo, per essere molto buoni!).
Inoltre per il nostro 3.1 ci sono da aggiungere le tre trasferte extra-toscane. Stimiamo una spesa giornaliera media in trasferta di 100 € (comprende la camera di hotel, i pasti, la benzina e l’autostrada). Con nove match disputati fuori regione, sono altri 900 € spesi da aggiungere ai 550 €, per un totale di 1.450 €.
Infine dobbiamo considerare le spese di iscrizione ai tornei. Con un totale 15 tornei disputati, e una media di iscrizione di 25 € a torneo, questa voce inciderà in un anno 375 € per entrambi.

Extra – Come nel caso degli under, spese extra ogni anno vanno messe in preventivo. Si rompe una racchetta all’improvviso? C’è da partecipare a una clinic o ai campionati nazionali? Serve una nuova tuta? 400 € è la cifra forfettaria che stanziamo annualmente per gli extra, consapevoli di essere assai ottimisti.

Conclusioni – I dati descritti sono riassunti nella tabella sottostante. La spesa media di annua di un agonista di medio-alto livello è di 3.730 €, quella di un agonista di basso livello è di 3.150 €. Il concetto che emerge, un po’ a sorpresa, è che alla fine tra i costi di un agonista di medio/alto livello e uno di basso livello non c’è tutta questa differenza. Il Seconda Categoria o il Terza buono può avere dei benefit, che tuttavia vengono velocemente riassorbiti dalla grande attività svolta e dai tanti chilometri percorsi per fare i tornei. Il destino di tutti i giocatori di qualsiasi livello è di essere accomunati da spese importanti, non sorrette dai circoli che ovviamente non possono finanziare l’attività individuale dei giocatori. Si dirà la passione non ha prezzo, ma basta un momento di difficoltà lavorativo o di vita per mettere in discussione un “giochino” per tutti i praticanti visto come irrinunciabile, ma davvero molto costoso…

 

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