La lezione di tennis ai tempi del Coronavirus: con l’accantonamento del cesto cambieranno le modalità di lavoro e di esercitazioni…

Leggendo il protocollo FIT con le norme igienico-sanitarie iniziamo a delineare quello che sarà il tennis nei prossimi mesi, almeno fino a quando non sarà debellato definitivamente il COVID-19. Tra i vari scenari ipotizzati, ce n’è uno molto interessante che riguarda tantissimi giocatori: quello delle lezioni. In base alle principali norme di sicurezza che andranno rispettate e ai consigli sanitari che sono indicati dal protocollo, in particolare due (il distanziamento sociale allievo/allievo e allievo/maestro e l’utilizzo di palline personali) si prefigurano modalità di svolgimento delle lezioni, individuali o di coppia (lezioni di gruppo per il momento saranno sospese) molto diverse rispetto a quanto siamo abituati.
Vediamo nel dettaglio come potrebbero cambiare le cose.

LEZIONE INDIVIDUALE
Da un punto di vista igienico-sanitario i rischi sono pari a zero. Basterà la semplice accortezza di disporre la panchina con la borsa e gli effetti personali del maestro dal lato opposto rispetto a quella dell’allievo: in qualsiasi situazione di gioco, con maestro e allievo dalla parte opposta della rete, è impossibile infrangere la distanza di sicurezza. Il discorso inerente alle palline è più complesso e introduce il concetto fondamentale delle lezioni di tennis ai tempi del Covid-19: rispettando alla lettera il protocollo FIT, non sarà possibile l’utilizzo del cesto. Con un tubo di palline è altrettanto possibile svolgere un’ottima lezione, ma cambia decisamente la prospettiva, soprattutto nei confronti di allievi emergenti. Il cesto è molto utile per quelle esercitazioni che si basano sulla ripetizione continua del gesto: semplificando, se si vuol insegnare il diritto ad un’esordiente, in una fase iniziale si utilizza il cesto (lanciando le palline con le mani a distanza ravvicinata per esempio) affinché l’allievo possa colpire tante palline in un lasso di tempo ristretto mentre il maestro dà indicazioni tecniche durante lo svolgimento dell’esercizio. La questione non è solo didattica ma anche legata all’efficienza della lezione: in teoria lo stesso esercizio può essere riproposto con un unico tubo di palline, a patto che l’allievo sia in grado di indirizzare la palla verso l’insegnante. Un allievo che inizia a giocare a tennis difficilmente avrà questa capacità: utilizzare il cesto in una lezione privata serve anche a non perder tempo a raccogliere continuamente le palline.
Con un unico tubo di palle rimane la possibilità di una serie di esercizi in palleggio pressoché infiniti, ed è ideale per allievi di medio-alto livello. Per gli esordienti sarà necessario trovare una soluzione per rendere le lezioni efficaci anche con poche palline. Due idee potrebbero essere utilizzare l’utilizzo del muro e di palle depressurizzate o addirittura di gomma-piuma per i bambini: con il maestro a dare indicazioni a debita distanza, anche un giocatore inesperto potrà iniziare a palleggiare con queste facilitazioni.

LEZIONE DI COPPIA
Questo è il caso di lezioni con due allievi e un maestro. A livello igienico-sanitario, con una persona in più in campo i rischi aumentano leggermente ma di fatto le grandi dimensioni del campo rendono molto facile mantenere le distanze di sicurezza. La disposizione migliore è quella di un allievo da una parte del campo e l’altro dalla parte opposta, con il maestro che da fuori dà indicazioni e mette in gioco le palline: se i due allievi sono di simile livello, è possibile una gamma infinita di esercitazioni tecnico-tattiche o finalizzate al punto. Tuttavia in una lezione di coppia sarà possibile mantenere anche un’altra modalità di esercizi in palleggio: quella a turno con il maestro. Per esempio l’insegnante si mette a rete e a turno gioca con uno dei due allievi, focalizzando l’attenzione su un particolare aspetto tecnico o tattico oppure palleggiando ad alta intensità: terminata la serie, l’allievo esce dal campo e si riposa, entra l’altro che effettua lo stesso esercizio. Anche con questa modalità di lavoro (allievo a turno/maestro) si può proporre una varietà infinita di esercitazioni, sempre a patto di mantenere la distanza di sicurezza tra i due allievi quando si trovano dalla stessa parte del campo.
Esattamente come nel caso delle lezioni individuali, anche nella lezione di coppia la discriminante è il livello di gioco degli allievi. Con giocatori già evoluti non ci sono particolari problemi ad utilizzare un unico tubo di palle. Con gli esordienti è più complesso, per i motivi già citati. In questo caso tuttavia si può “sfruttare” la presenza simultanea di due allievi alternando continuamente turni di gioco e di raccolta, in modo da “simulare” la presenza di tante palle del cesto. Ovviamente ogni allievo dovrà avere il suo tubo e l’altro, quando raccoglie, dovrà fare molta attenzione a non toccare le palline del suo compagno con le mani. Un’altra opzione, in presenza di un muro, è organizzare un mini-circuito dove un allievo palleggia al muro e l’altro rimane con il maestro in campo, focalizzandosi su un determinato obiettivo.

CONSIDERAZIONI FINALI
Quello che abbiamo dipinto è uno scenario per certi versi “provocatorio” ma efficace per capire quello che potrebbe accadere nei prossimi mesi. La verità è che ancora oggi non sono chiare le modalità di propagazione del virus attraverso superfici terze, per esempio una pallina da tennis: dunque, cesto o non cesto, appare assolutamente improbabile infettarsi all’interno di un campo da tennis. Il problema, come sempre accade in Italia, non è tanto di carattere sanitario ma politico: che cosa succederebbe ad un circolo, che non ha seguito alla lettera i protocolli igienico-sanitari, in cui dovesse emergere un contagiato al Covid-19? Ci sarebbero delle conseguenze per i presidenti o per i maestri che non hanno rispettato le regole? Alla fine tra gli insegnanti prevarrà la voglia di non complicarsi la vita oppure il rispetto alla lettera dei precetti sanitari?

1 Commento
  1. Paolo Vannucci

    Una precisazione.
    Il protocollo FIT parla di divieto del doppio.
    Però nell’ambito delle lezioni con il maestro fa riferimento a quella ono-to-one ed a quelle svolte in piccoli gruppi.
    Dove avete letto che si svolgeranno in coppia dove non c’è nessun riferimento.
    Se volevano che si volgessero in coppia l’avrebbero indicato sicuramente invece di far riferimento ai “piccoli gruppi”.
    Forse le intenzioni sono diverse….

    13 Maggio 2020 at 12:50 - Rispondi

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