Le nuove procedure di tesseramento online: rivoluzione o… involuzione programmata?

Da quest’anno un’importante novità riguarda tutti i giocatori e i circoli affiliati alla Federazione Italiana Tennis: il tesseramento online. A partire da novembre del 2018 la Federazione ha lanciato in pompa magna questa nuova procedura per il tesseramento degli atleti. “Un tesseramento più snello, moderno, digitale – si legge sul sito www.federtennis.it -. E con prezzo bloccato al 2018: è il quarto anno di fila che la FIT non aumenta il costo delle tessere. La rivoluzione è partita: dal 21 novembre è possibile richiedere o rinnovare la propria tessera FIT online per la stagione 2019. La federazione punta sulla digitalizzazione delle procedure, anche alla luce del GDPR (Regolamento UE sulla Protezione dei Dati) che ha introdotto rilevanti novità in tema di trattamento dati. Un processo che implica meno complessità, più controllo e minori tempi di elaborazione. Il sistema di tesseramento 2019 sarà così più efficiente, a tutto vantaggio dei Circoli e dei Tesserati“. Al di là del discorso economico (è vero che i costi del tesseramento sono rimasti invariati, ma sono aumentati in maniera abnorme altre tasse, vedi l’aumento del 40% della tassa annuale per gli Istruttori di Primo Livello) sono gli altri concetti chiave espressi che meritano una riflessione.
Un tesseramento più snello, più moderno, che punta sulle tecnologie online… Se in linea di massima i principi espressi sono condivisibili, scendendo nel dettaglio non è proprio così. Il tesseramento online non è stato inventato quest’anno, ma esisteva già da diverse stagioni. Solo che fino ad oggi era compito del circolo effettuarlo, adesso del singolo atleta. Il che rende la procedura tutt’altro che snella, come testimoniano i tanti circoli che abbiamo raggiunto per ascoltare la loro opinione. “Magari con il tempo questa nuova procedura sarà digerita – ci confessa un segretario di un circolo della provincia di Siena – ma per il momento ci ha comportato tantissimi disagi. Rispetto agli anni precedenti il lavoro per tesserare i nostri atleti è quintuplicato. Questo perchè molti di loro faticano a effettuare gli step necessari, oppure compiono degli errori, pertanto dobbiamo seguirli passo passo: non parliamo poi di quelle persone di una certa età, che non hanno dimestichezza con le nuove tecnologie: se sbagliano qualcosa, le responsabilità ricadono su di noi, ciò comporta un controllo continuo e dispendioso in termini di tempo. Magari già il prossimo anno andrà meglio, ma se l’idea iniziale era quella di alleggerire il lavoro del circolo non ci siamo proprio…”. Un’altra problematica emersa – ci spiega un’altra segretaria di circolo, questa volta della provincia di Firenze – deriva dal fatto che il sistema prevede che ogni tesserato possieda una mail personale. Penso a una nostra mamma con tre bambini, tutti tesserati FIT: ovviamente aveva soltanto una mail per tutta la famiglia, adesso è stata costretta a creare una mail per ogni suo figlio. Il più piccolo ha otto anni, e ha già una sua mail personale che non credo userà per molti anni…”
E’ proprio l’aspetto della raccolta dati il punto cruciale di questa nuova campagna di tesseramento online. Senza voler essere per forza complottisti o maligni, è evidente che la Federazione stia costruendo un database enorme dei propri utenti con tutti i loro dati sensibili, un database che già tra pochi anni potrà essere utilizzato per fini commerciali o di marketing. Niente di strano o disonesto, dal momento che tantissime aziende utilizzano queste procedure per vendere la propria pubblicità, o quella di terzi. Ma la FIT non è un’azienda, bensì un’ente con la finalità primaria di promuovere la disciplina del tennis e non a scopo di lucro. L’impressione invece è che la federazione abbia colto la palla al balzo della nuova legge sulla privacy per portare avanti un’operazione, in teoria con la nobile finalità di modernizzare e rendere più facile la vita dei circoli e dei giocatori, in pratica con obiettivi ben più utilitaristici…

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