Nota del Circolo Mantoflex: iscriversi ai tornei per usufruire dello status di “atleta nazionale” non serve!

Il Circolo Mantoflex Tennis&Padel di Cecina ha pubblicato una nota ufficiale relativamente al caso legato al “boom di iscritti” al Torneo Open Rodeo che si svolgerà sui campi livornesi dall’11 dicembre, fenomeno che sta avvenendo anche in molti altri circoli in regioni inserite in zona rossa. A quasi un mese dall’inizio del torneo infatti si registra la quota monstre di 530 iscritti, tra cui tantissimi Quarta Categoria e “nc” di altre regioni, convinti evidentemente di assumere lo status di “atleta di interesse nazionale” attraverso l’iscrizione al torneo. Nel comunicato viene riportato l’intervento del magistrato, nonchè tennista agonista, Alberto Maria Picardi.

Il gioco del tennis NON è vietato nelle regioni “zona rossa”, se a disputarlo sono atleti agonisti:
– che giocano per partecipare ad un torneo FIT ritenuto dalla FIT e dal CONI di “interesse nazionale” (e dall’elenco pubblicato lo sono anche gli “open” e qualche “terza” in cui possono iscriversi anche i quarta categoria come me)
– che vanno in campo solo per allenarsi per partecipare, in futuro, a questi tornei.
Nel primo caso sono autorizzati a giocare solo nel circolo che disputa il torneo.
Nel secondo caso sono autorizzati ad allenarsi presso qualsiasi circolo tennis.
Anche la FIT, nei suoi comunicati, riconosce tutto ciò, ma in caso di allenamenti richiede che devi essere iscritto ad un torneo di interesse nazionale per avere diritto ad allenarti.
Ma questa limitazione dell’obbligo di preventiva iscrizione ad un torneo come condizione per entrare in campo ad allenarsi NON è prevista nel DPCM nazionale, ed è solo una interpretazione restrittiva della FIT che, come si sa, è un ente non abilitato ad emettere norme in materia di salute pubblica, che sono solo di competenza statale e delle regioni e, in via di urgenza, dei sindaci.
Ciò che conta è che io sia un tesserato agonista e che, se fermato, dichiari di andare a giocare a tennis per allenarmi “in vista” di una competizione di interesse nazionale, senza alcuna necessità di provare la già avvenuta iscrizione ad un torneo di interesse nazionale.
Vi dirò di più: a rigore, essendo, questa, una attività espressamente autorizzata, non vige nemmeno il limite della residenza: io , tesserato agonista , posso decidere di allenarmi in qualunque circolo di tennis , non solo in quelli situati presso la mia residenza.

Ovviamente, per far ciò dovrò portare con me, per gli spostamenti, una autodichiarazione in cui sottoscrivo di essermi spostato da casa al circolo per allenarmi, come tesserato agonista, in vista di competizioni di interesse nazionale.

(Alberto Maria Picardi – Magistrato ordinario – Tesserato agonista FIT)

Il magistrato chiarisce in maniera inequivocabile il Decreto Ministeriale confermando al cento per cento quanto avevamo scritto nell‘articolo di domenica scorsa. L’obbligo di effettuare l’iscrizione ad un torneo di interesse nazionale per avere diritto ad allenarsi non esiste nè è stabilito da nessuna parte. La FIT (peraltro non ufficialmente attraverso il suo organo di stampa nazionale) ha dato un’interpretazione restrittiva del decreto, ma ricordiamo che la FIT non è certo abilitata a emettere norme in materia di salute pubblica: l’unico organo preposto è lo Stato, e in seconda battuta le Regioni e i Comuni. Dunque i tennisti agonisti, in base al DPCM del 2 novembre, hanno già diritto ad allenarsi senza che debbano iscriversi necessariamente ad un torneo. Iscriversi a tornei, non con l’intenzione di parteciparvi ma soltanto per “aggirare l’ostacolo”, magari sapendo già di cancellare l’iscrizione il giorno prima della scadenza, non ha alcun senso!
Nel nostro articolo abbiamo ribadito con forza questo concetto, perchè nessuno lo aveva fatto fino a quel momento e perchè ci sembrava doveroso farlo a fronte al fenomeno, assolutamente insensato, delle iscrizioni incontrollate. L’articolo non aveva assolutamente intenzione di “boicottare” l’attività tennistica: anzi tutto il contrario, dal momento che abbiamo scritto in tutte le salse che gli agonisti hanno diritto ad allenarsi e i circoli a lavorare, nel rispetto delle leggi in vigore, e da marzo siamo a fianco dei circoli in difficoltà a causa dell’emergenza causata dal COVID-19. Purtroppo abbiamo subito attacchi e qualche offesa (per fortuna non molti, sono stati molti di più i  complimenti): ci è dispiaciuto, dal momento che abbiamo sempre svolto il nostro lavoro giornalistico in maniera onesta e disinteressata. La nota ufficiale pubblicata dal Circolo Mantoflex ci fa piacere perchè riabilita completamente, se ce ne fosse bisogno, l’articolo scritto, dove abbiamo semplicemente raccontato le cose come stanno…

1 Commento
  1. Fabio

    Buongiorno, a mio modesto parere la ratio della norma, era, ed è , del tutto diversa: consentire agli atleti (non solo del tennis) di interesse nazionale di non interrompere l’attività e gli allenamenti.
    Non a caso mi pare di aver sentito che il ministero stia monitorando il fenomeno delle iscrizioni di massa, che, ove non ritenute necessarie, diventano una plastica applicazione del semplice principio : excusatio non petita , accusatio manifesta.
    Inoltre nessuno ha mai fatto alcun cenno alle responsabilità dei presidenti e dei dirigenti dei circoli, che oltre a prendersi quotidianamente grosse ed evidenti responsabilità, quasi sempre per passione e in forma gratuita, si trovano a dover di fatto autorizzare e avallare un’attività sulla cui piena legittimità ci sono vari e diversi dubbi…
    Il momento è grave: facciamo tutti uno sforzo e vediamo di tornare a vivere e a giocare in tranquillità .
    Complimenti infine a GTT per gli articoli e le analisi sul tema.
    Fabio

    17 Novembre 2020 at 9:32 - Rispondi

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