Nuovo DPCM: l’introduzione del termine “preminente” accanto a eventi di interesse nazionale mette in dubbio la facoltà di svolgere l’intera attività tennistica!

Una parola. Un’unica parola che rischia di mettere in discussione tutti i principi che hanno consentito lo svolgimento dell’attività tennistica per gli agonisti in questi mesi, nonostante il dilagare dei contagi di covid-19. Eppure nell’ultimo Decreto Ministeriale del 3 dicembre è comparso, per la prima volta, un termine che fa tremare tutti i tennisti. Riportiamo fedelmente il passaggio incriminato.

“Sono consentiti soltanto gli eventi e le competizioni ‒ di livello agonistico e riconosciuti di PREMINENTE interesse nazionale con provvedimento del Comitato olimpico nazionale italiano (CONI) e del Comitato italiano paralimpico (CIP) ‒ riguardanti gli sport individuali e di squadra organizzati dalle rispettive federazioni sportive nazionali”.

Rispetto ai decreti del passato, spunta per la prima volta la parola PREMINENTE. Dopo un mese in cui siamo a discutere sull’arbitrarietà del concetto “interesse nazionale” e “partecipante”, al punto da dare il via ad una vera e propria “caccia all’iscrizione” da parte di tutti gli agonisti nella convinzione, a nostro parere errata, che essere iscritti ad un torneo fosse un lasciapassare per potersi allenare, ecco un altro concetto poco chiaro e totalmente interpretabile. Che cosa significa infatti “preminente”? Secondo il dizionario Treccani preminente significa “che si eleva sopra il livello comune per autorità, prestigio, rango, importanza; che è superiore, che s’impone ad altro, che è prioritario, prevalente, predominante rispetto ad altro“. Ma superiore, più importante rispetto a cosa? Anche in questo caso tutto è relativo e opinabile: per un giocatore evoluto una competizione “preminente” è un torneo internazionale, mentre per un non agonista già un “Open” o un “torneo di 3a Categoria” sono da considerarsi preminenti. Allora dove sta la verità?
Ipotizziamo qui di seguito quanto potrebbe accadere…

IPOTESI RESTRITTIVA: TUTTO CHIUSO (O QUASI) – C’è un motivo per essere pessimisti: se il termine “preminente” fino ad oggi non è stato mai utilizzato e in questo DPCM sì, non sembra un caso. La decisione di inserire questa parola lascia presagire una volontà restrittiva da parte del CONI, come se i criteri utilizzati fino ad oggi fossero ritenuti troppo permissivi. Se così fosse non sono in arrivo buone notizie per i tennisti: in assenza della partecipazione ad eventi di interesse nazionale “preminenti” infatti l’attività tennistica di fatto è consentita (anche nell’area gialla) solo all’aperto, e data la stagione significherebbe impedire lo svolgimento del tennis in gran parte del territorio italiano.

IPOTESI INTERMEDIA: TENNIS LIMITATO SOLO AD ALCUNE CATEGORIE – L’ipotesi è che l’introduzione del termine “preminente” porti ad una nuova definizione dei criteri da parte del CONI di “eventi di interesse nazionale”. Magari le manifestazioni preminenti sono soltanto i tornei Open, e in tal caso potrebbero giocare e allenarsi solamente i classificati Seconda Categoria (esattamente come accadde durante il primo lockdown). Ma la domanda è: che senso ha? Un’eventualità del genere sarebbe una totale retromarcia da parte del CONI, che fino a questo momento ha aperto il tennis a tutti gli agonisti, al punto che nuovi tornei sono spuntati come funghi proprio per consentire a tutti di giocare: mentre la situazione sanitaria sembra migliorare e il Governo ha annunciato per Natale il passaggio ad un’Italia tutta gialla, non avrebbe alcun senso ritornare indietro. Anzi, da parte del CONI e dalla FIT sarebbe come ammettere di aver completamente sbagliato fino ad oggi…

IPOTESI OTTIMISTA: SI RIMANE COSI’ COME ADESSO – Anche questo è probabile, e ce lo auguriamo tutti. Perché molto spesso in questi mesi il significato delle parole è stato piegato agli interessi delle varie parti. E l’interesse del CONI e della FIT dovrebbe essere quello di svolgere l’attività sportiva in sicurezza, ed evitare una sommossa popolare. Dunque il CONI ha il potere di far passare questa variazione del DPCM nel dimenticatoio. Ad esempio dichiarando che tutte le tante manifestazioni riconosciute “di interesse nazionale” diventano manifestazioni “di preminente interesse nazionale”. Oppure facendo finta di niente…
Al di là di quanto sarà deciso, rimane un senso di totale amarezza e disillusione in noi sportivi, tennisti e lavoratori del mondo dello sport, totalmente in balia di questi inutili giochi di parole e pedine delle decisioni di chi sta in alto e molto spesso non conosce affatto le dinamiche del mondo dello sport.

6 Commenti
  1. Enrico

    Ma la FIT non fa commenti? Non segnala al CONI quali sono “le competizioni aventi natura internazionale (specificando l’organismo internazionale di riferimento) e le competizioni aventi natura di campionato italiano o gara equipollente”?

    6 Dicembre 2020 at 8:06 - Rispondi
  2. Roberto

    Un open é un torneo al quale possono partecipare agonisti di qualsiasi classifica e categoria d’età

    9 Dicembre 2020 at 0:59 - Rispondi
    • Enrico

      Dovrebbe comunque comunicare al CONI “le competizioni aventi natura internazionale (specificando l’organismo internazionale di riferimento) e le competizioni aventi natura di campionato italiano o gara equipollente”. Se non lo fa equivale a dire che non c’è in programma nessun evento di questo tipo e quindi, almeno in teoria, non sipuò allenare nessuno. Almeno al chiuso…

      9 Dicembre 2020 at 12:33 - Rispondi
  3. Roberto

    …siamo in mano a gente incapace e cattiva, perché la salute passa tantissimo attraverso la possibilità di fare sport, specialmente nel nostro dove non c’è alcun contatto fisico.
    Ma non ci dobbiamo preoccupare, la soluzione è semplicissima: ci sarà obbligo di vaccino anti covid19 per tutti gli sportivi agonisti (avete presente l’obbligo del vaccino antitetano per il rilascio del certificato? ecco…) altrimenti non si potrà più fare agonismo… e ciaoneeeeee!
    p.s. che la FIT non rilasci un commento ufficiale è ovvio… non ci si capisce più nulla, è già tanto che per adesso sia tollerato che in zona rossa ci si possa allenare anche fuori comune, speriamo resti così anche con le prossime “ondate Covid19”.

    12 Dicembre 2020 at 20:48 - Rispondi

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