Palloni pressostatici su o giù? Come devono comportarsi i circoli tennis in questo periodo di emergenza

Tra le varie preoccupazioni che attanagliano i circoli tennis in questo periodo difficilissimo di emergenza legata al Coronavirus ce n’è una molto concreta: ovvero, che cosa fare con i palloni pressostatici? Tutti i club possiedono uno o più strutture coperte per consentire l’attività durante il periodo invernale, che molto spesso vengono tolte in primavera in vista della bella stagione. Con i circoli forzatamente chiusi, e un bilancio economico in rosso a causa delle mancate entrate di affitto dei campi e corsi, quello dei palloni pressostatici rappresenta un altro problema non da poco.
Le coperture dei campi da tennis infatti necessitano di spese fisse ingenti solo per consentire la loro tenuta in piedi: per “sopravvivere” un pallone pressostatico ha bisogno di macchine che generino aria accese 24 ore su 24 alimentate da energia elettrica. Considerando che il costo medio di un kw/h è di 0.20 euro e che un generatore ha un motore tra i 3 e i 4 kw/h, questo significa che un pallone costa circa 16 euro al giorno per un totale di 500 euro al mese: se un circolo tennis possiede quattro campi con copertura, per esempio, in questo momento sta spendendo 2.000 euro al mese inutilmente, dal momento che i campi non sono utilizzabili.
Unendo questa spesa a quelle inerenti a tutti gli altri consumi derivanti dalla stagione invernale, per i circoli si tratta di un’autentica mazzata in un periodo in cui le entrate sono azzerate. E allora cosa fare? La soluzione ideale sarebbe quella di procedere allo smontaggio dei palloni, considerando anche l’avvicinarsi della bella stagione, ma non è così semplice. Ci risulta che le poche ditte che effettuano questo tipo di servizio stiano lavorando a ritmo ridottissimo, in quanto non si tratta di attività di prima necessità. In linea teorica è possibile procedere ad uno smontaggio fai da te dei palloni pressostatici: tuttavia serve un bel numero di persone interne al circolo, ed è difficile ipotizzare che un’amministrazione comunale possa concedere il permesso a molti individui per svolgere un’attività del genere. Sarebbe opportuno che chi di dovere assistesse i circoli, per sgravare le associazioni sportive da una spesa consistente e inutile in un momento così delicato.

2 Commenti
  1. Fabrizio

    Buonasera…io credo e voglio sperare..che la maggior parte dei circoli abbia abbassato i palloni.
    Poi eventualmente ma non credo proprio verso la fine di Aprile o a metà Maggio potranno essere smontati.
    Cosi si evita di pagare le ingenti somme di denaro di energia elettrica.
    Ps i conti che avete fatto sono approssimati per difetto e riguardano strutture singole,se parliamo di doppie i costi sono molto più alti
    Saluti

    25 Marzo 2020 at 19:03 - Rispondi
  2. Fabio

    Buonasera, anch’io avevo pensato di abbassare il pallone, dopo averlo sgombrato e dopo aver tolto anche la rete e i relativi pali, ma mi chiedevo cosa potrebbe accadere se piovesse sopra il telo, una volta che questo è a terra (eventualità non remota visto il tempo): si formeranno delle mega pozzanghere difficili da eliminare e , in ogni caso, residueranno della grandi gore sul telo bianco una volta che l’acqua si è o è stata asciugata?
    L’acqua va sicuramente tolta, perchè mi pare improbabile tirarlo su con il semplice gonfiaggio una volta che vi è piovuto sopra mentre è a terra, data il peso ingente del liquido sparso su tutta la superficie…
    E i fari, peraltro a led e nuovi nel mio caso, non rishciano di danneggiarsi ?
    Avete esperienze pregresse in tale senso ?
    Attendo rispote e ringrazio.
    Fabio

    27 Marzo 2020 at 17:47 - Rispondi

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