Da luglio a settembre, Trieste accende i riflettori su “Flying Racquets”: un percorso visivo firmato da Ray Giubilo che trasforma il tennis in storie di luce, vento e impatto, dove ogni fotogramma sembra respirare insieme al pubblico.
Trieste si prepara a un’estate a bordo campo. La mostra fotografica “Flying Racquets” porta in città l’occhio di Ray Giubilo, tra i narratori per immagini più longevi del tennis mondiale. L’esposizione, realizzata da Triestebookfest con il Comune di Trieste e la Fondazione CRTrieste, verrà inaugurata il 17 luglio e accompagnerà la città fino a settembre. Al momento non sono stati comunicati in modo pubblico sede espositiva e orari: gli organizzatori li renderanno noti a ridosso dell’inaugurazione del 17 luglio. Meglio tenerne traccia sui canali ufficiali.
C’è un’idea semplice dietro il titolo: far “volare” le racchette. Ma il volo qui non è un trucco: è quell’istante in cui la palla allunga il braccio, le corde fischiano, il corpo si fa geometria. Giubilo conosce a memoria quel momento. Da oltre trent’anni segue i grandi tornei, accreditato nei quattro Slam, tra campioni e nuove leve. Ha attraversato epoche e stili: il dritto frustato, il rovescio a una mano che sembra una firma, lo sguardo dopo il match point. Non serve essere tecnici per sentirlo: basta riconoscere il battito di un gesto che tutti, almeno una volta, abbiamo provato in un cortile.
Il lavoro di Ray Giubilo è noto per la precisione e per la pazienza. Non cerca l’effetto speciale: aspetta. Aspetta la luce giusta, l’angolo basso, la riga che si solleva in una nuvola bianca. Nei suoi scatti il rumore è visibile: corde tese, scarpe che graffiano, volti che trattengono il respiro. È un archivio di finali e prime volte, di campioni che tutti conosciamo e di esordi che abbiamo imparato a seguire. In “Flying Racquets” la racchetta diventa un segno grafico. A volte una saetta, altre una mezzaluna sospesa. A volte scompare, come se l’impatto cancellasse l’oggetto per far restare solo il gesto.
Trieste è un set perfetto per queste immagini. La bora, i margini netti tra cielo e mare, le linee diritte di piazza Unità: tutto parla di traiettorie. Portare qui una mostra di fotografia sportiva non è un vezzo, è un invito a leggere il paesaggio come un campo. Il sostegno di Triestebookfest, del Comune di Trieste e della Fondazione CRTrieste racconta una città che tiene insieme cultura e sport, letteratura e scatto, senza forzature.
Dettagli pratici? Quelli confermati sono pochi e chiari: apertura ufficiale il 17 luglio; durata fino a settembre; progetto a cura di Triestebookfest con partner istituzionali. Su biglietti, visite guidate e laboratori non ci sono ancora informazioni pubbliche: meglio considerarle non definitive finché non annunciate.
Mi piace pensare che qualcuno, uscendo dalla mostra, avrà voglia di impugnare una racchetta o anche solo di guardare una partita con un’attenzione nuova. Perché certe foto non spiegano: insegnano a vedere. E allora, quando la sera a Trieste tira il vento e le luci si allungano, non viene voglia anche a voi di ascoltare il fruscio di una palla che taglia l’aria, come se il campo fosse proprio lì, a due passi dal mare?
Lorenzo Musetti affronta una sconfitta a Montréal contro un solido Jodar, evidenziando la necessità di…
In una sorprendente svolta al Masters 1000 di Montréal, Alexander Zverev subisce una pesante sconfitta…
L'US Open si prepara per emozionanti partite di doppio misto, con tre coppie italiane in…
Alex Eala, giovane tennista filippina, conquista il suo primo titolo in carriera al WTA 500…
Mili Poljicak, giovane promessa del tennis, ha brillato al Challenger San Marino, sconfiggendo il veterano…
Il tennista Sebastian Korda si sottopone a un intervento chirurgico alla schiena, interrompendo il ciclo…