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Il tuo lavoro ti sta esaurendo? Ecco il consiglio (utilissimo) degli psicologi

Una mentalità positiva può portare a un netto miglioramento delle tue giornate di lavoro. A patto di seguire alcune buone pratiche!  

Alzi la mano chi non ha mani una giornata “no” sul lavoro. Succede abbastanza spesso, e altrettanto spesso ci viene consigliato di cambiare la nostra mentalità come soluzione. Con frasi del tipo: “Concentrati sugli aspetti positivi“, “Non puoi controllare il mondo, ma puoi controllare il tuo atteggiamento“, “Focalizzati sul raggiungimento dei tuoi obiettivi“, e così via.

Tutti abbiamo un ventaglio di identità importanti – genitore, leader, musicista, atleta – che sono come abiti che indossiamo, a seconda della situazione. (Grantennistoscana.it)

Suggerimenti del genere possono sembrare banali, ma studi scientifici dimostrano che mantenere una mentalità positiva può effettivamente portare a migliori esperienze lavorative.

Ci sono troppi stimoli per il nostro cervello a cui prestare attenzione in una normale giornata di lavoro. Con tutto ciò che ci accade intorno, dobbiamo decidere su quali informazioni concentrarci ed elaborarle in modo consapevole. Tuttavia, la nostra mentalità può avere un’influenza importante su come il cervello opera tali scelte. Vediamo come si aggiusta il tiro.

La strategia per sopravvivere allo stress da lavoro

Mentalità fa rima con identità. L’identità è la nostra attuale concettualizzazione di chi siamo e di cosa è importante per noi. Tutti abbiamo un ventaglio delle suddette importanti – genitore, leader, musicista, atleta – che sono come abiti che indossiamo, a seconda della situazione. Quando andiamo al lavoro, probabilmente adottiamo l’identità di “dipendente“, che ci fa agire e pensare in modo diverso rispetto a quando siamo a casa e indossiamo i panni di “genitore” o “compagno“.

E la teoria dell’identità ci dice che il nostro cervello dà la priorità agli (e si concentra sugli) stimoli associati all’identità di volta in volta attivata. Se ci caliamo nell’identità di leader, la nostra attenzione è attirata verso gli stimoli ambientali associati alla leadership.

Se ci convinciamo di odiare il nostro lavoro, il nostro cervello penserà che vogliamo concentrarci sugli stimoli associati a quell’identità. (Grantennistoscana.it)

Se invece adottiamo l’identità genitoriale, tendiamo a concentrarci sugli stimoli associati alla genitorialità. Il “principio di corrispondenza dell’identità” può aiutarci a capire come la nostra mentalità influenzi le esperienze che facciamo ogni giorno.

Se, per esempio, ci convinciamo di odiare il nostro lavoro, il nostro cervello penserà che vogliamo concentrarci sugli stimoli associati a quell’identità, quindi su quanto sia fastidioso il capo, quanto non ti piacciano i colleghi o quanto sia inutile la tua mansione. Se, tuttavia, sposiamo l’identità di qualcuno che ama il suo lavoro ed è felice di poterlo svolgere, è più probabile che il cervello si concentri sugli stimoli associati a quell’identità. Inizieremo così a notare e pensare a quanto siano gentili i tuoi clienti, a come il project manager stia facendo un buon lavoro o a quanto sia comodo il nostro ufficio.

Come cambiare il nostro modus operandi

In altre parole, il principio di corrispondenza dell’identità dimostra che se abbiamo una mentalità negativa, probabilmente avremo una giornata peggiore sul lavoro, poiché tenderemo a concentrarci su stimoli negativi e avversivi. Mentre una mentalità positiva può migliorare l’esperienza lavorativa perché allena il cervello a concentrarsi su ciò che appaga e funziona.

Tutto ciò premesso, ecco alcuni consigli per cambiare rotta nella direzione indicata.

  • Possiamo allenare il cervello ad adottare mentalità positive pensando all’identità che vogliamo attivare. La ricerca scientifica suggerisce per esempio che dandoci un feedback positivo come leader ci fa sentire più sicuri in quel ruolo e ottenere prestazioni migliori. Quindi, pensiamo alle identità positive che desideriamo e prendi provvedimenti concreti per adottare quelle identità sul lavoro.
  • Se ci troviamo in una spirale di negatività, forse la nostra mentalità/identità ci sta facendo prestare particolare attenzione a ciò che non va. Questo può innescare un meccanismo pericoloso, ma basta pensare a identità più positive per fermarlo.
  • Sfruttiamo il principio di corrispondenza dell’identità nelle interazioni con gli altri. Se notiamo che qualcuno ha una mentalità/identità negativa e fatica a concentrarsi sugli aspetti positivi sul lavoro, cerchiamo di aiutarlo adottando un’identità più positiva, distogliendo la loro attenzione dagli aspetti negativi. Ma muoviamoci con cautela e sena esagerare, altrimenti ci accuseranno di sognare a occhi aperti…
Enrico DS

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