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Quanto devi mangiare per vivere più a lungo? Gli esperti danno i numeri esatti

Se volete vivere il più a lungo possibile, dovete subito intervenire sulla vostra alimentazione: ecco qual è il segreto della longevità

Negli ultimi cinquant’anni, l’età media si è notevolmente alzata e tutti viviamo più a lungo. Questo è stato possibile grazie al miglioramento delle condizioni di vita, nonché dell’alimentazione e anche all’avanzamento delle terapie e dei farmaci, che consentono di gestire meglio eventuali patologie che un tempo risultavano fatali o molto più gravi. Di fatto, però, ancora oggi ci stupiamo di fronte a quei signori e a quelle signore che raggiungono e in certi casi superano i cento anni di età: intervistati dai giornali e dalle televisioni, spesso si trovano in difficoltà nel dire quale sia il loro “elisir di lunga vita”.

La dieta per vivere più a lungo: ecco i segreti (grantennistoscana.it)

Recentemente, però, alcuni studiosi si sono messi in testa l’obiettivo di capire esattamente quali siano i fattori che realmente contribuiscono ad allungare l’aspettativa di vita e, proprio come prevedevano e come già si sapeva, l’alimentazione gioca un ruolo centrale. Ciò che però non vi aspettereste mai è che più che la qualità degli alimenti, ad influire pesantemente sull’aspettativa di vita è la quantità di cibo che si mangia: ecco quindi cos’hanno scoperto e cosa dovete fare, se volete raggiungere i cent’anni.

La scoperta della Columbia University

Lo studio del quale vi parliamo oggi è stato condotto dai ricercatori della Columbia University degli Stati Uniti, i quali hanno monitorato 220 persone di età compresa tra i 26 e i 45 anni in Nuova Zelanda. I partecipanti, divisi in due gruppi, sono stati osservati proprio in merito alle loro abitudini alimentari: un terzo ha seguito un regime alimentare ristretto, mentre gli altri due terzi hanno continuato ad alimentarsi normalmente. Se le quantità sono variate, non è variato lo stile di alimentazione che ha seguito le linee guida consigliate dalle autorità sanitarie con frutta, verdura, cereali integrali e fonte proteiche e grasse.

La ricerca della Columbia University sulla longevità: c’entra l’alimentazione (grantennistoscana.it)

Il primo gruppo di volontari ha iniziato il proprio progetto seguendo per 27 giorni una dieta che prevedeva porzioni ridotte. Se all’inizio sono stati guidati da operatori, hanno poi proseguito in autonomia fino a perdere, dopo un anno, il 15% del loro peso iniziale. I partecipanti alla ricerca di questo primo gruppo, sono invecchiati dal 2 al 3% più lentamente rispetto a tutti gli altri partecipanti, che invece si sono alimentati normalmente. Di fatto, quindi, ridurre le quantità di cibo consente di vivere più a lungo, anche se si è sani e non si è in sovrappeso.

La verità sull’invecchiamento biologico

Per monitorare l’invecchiamento dei partecipanti al test, i ricercatori hanno utilizzato tre test innovativi che consentivano loro di misurare l’età biologica. Obiettivo era quello di studiare la metilazione del DNA nelle cellule del sangue: si tratta di un’attività genetica che mostra il ritmo di invecchiamento di quella determinata persona e, dall’altro lato, indica i principali segnali d’invecchiamento come l’aumento della pressione sanguigna. Chi appartiene al gruppo di volontari che ha seguito un’alimentazione ridotta e ha quindi mostrato un tasso d’invecchiamento più lento del 2% – 3%, significa che ha un rischio inferiore di morte prematura dal 10% al 15%.

Seguire un’alimentazione ridotta allunga la vita: i risultati dei test (grantennistoscana.it)

I risultati hanno mostrato che la restrizione calorica non apporta benefici solo a chi è sovrappeso o obeso, ma anche a chi è normopeso. Questo ovviamente non dev’essere inteso come un obbligo e come un’imposizione, soprattutto perché in un mondo come quello di oggi in cui i disturbi alimentari sono molto diffusi è davvero delicato affrontare questo tipo di argomenti. Indispensabile, però, è sapere che l’alimentazione che seguiamo ha un impatto impossibile da non considerare sull’aspettativa di vita.

Se si è in sovrappeso, quindi, sarebbe utile cercare di migliorare la propria condizione soprattutto per questioni di salute, sapendo che non solo ci aiuta a sentirci meglio ma ha un impatto anche a lungo termine, sul numero di anni che vivremo e sulla qualità della vita che condurremo. In questo caso, quindi, è bene farsi seguire dal proprio medico di fiducia, il quale saprà consigliare qual è la strada giusta per perdere il peso in eccesso: in questi casi, è sempre meglio evitare di fare da sé ed è invece consigliabile farsi seguire da uno specialista, il quale potrà seguire il paziente seguendo le sue esigenze di salute.

Giulia Belotti

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