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Specchiarsi sempre, specchiarsi ovunque: la psicologia ci spiega perché lo facciamo

Specchiarsi spesso, anche tu lo fai? Esiste una ragione psicologica dietro a questo gesto: finalmente è stata svelata! 

Molte delle nostre azioni sono effettuate secondo scelte inconsce, e non andiamo a razionalizzare qualunque cosa. Ciò accade anche a salvaguardia del cervello, che sarebbe troppo sovra stimolato. Molto di ciò che pensiamo, decidiamo e facciamo, dunque, arriva da processi elaborati in background che la nostra mente porta avanti in automatico.

Specchiarsi sempre ha dei significati psicologici profondi e diversi – Grantennistoscana.it

La stessa cosa accade anche per quanto riguarda controllarsi allo specchio. Ovviamente, prima di uscire ci prepariamo e poi controlliamo se siamo a posto. L’aspetto estetico, l’ordine e la pulizia sono fattori imprescindibili nella socialità per gli esseri umani, a differenza del resto degli animali, seppur sociali.

Nello specchiarsi, e soprattutto nel farlo spesso, non c’è solamente l’attribuzione del valore estetico, ma molto di più. Ecco che cosa affermano gli esperti in psicologia.

L’abitudine d specchiarsi sempre e ovunque, ecco che cosa nasconde in realtà

Un gesto semplice, fatto in automatico, come quello di guardarsi riflessi su una superficie significa molto di più di quello che possiamo pensare.

Innanzitutto, secondo alcuni calcoli, le persone passano in media un sesto della propria vita a guardarsi e a controllare che tutto sia a posto. Di certo in questa società l’aspetto fisico è divenuto ancora più importante rispetto al passato. Ma oltre al desiderio di essere piacenti c’è ovviamente anche la volontà di essere esteriormente adeguati alla situazione che stiamo vivendo.

Specchiarsi è anche cercare la propria identità – Grantennistoscana.it

Non riuscire a fare a meno di guardare la nostra immagine, comunque, racconta molto su come funziona la psicologia umana. Tralasciando l’aspetto estetico, infatti, il gesto porta intrinsecamente con sé un lungo processo di crescita emotiva.

In pratica, come ricordano gli esperti in psicologia, guardandoci cerchiamo “conforto” e conferma della nostra identità. Che non si esprime solamente con l’aspetto esteriore. Dunque, specchiarsi spesso non equivale necessariamente ad essere vanitosi.

L’altra faccia della medaglia: i comportamenti “obbligati” assunti per necessità

Abbiamo capito che specchiarsi è un fenomeno assolutamente normale e, se non vi sono patologie psichiatriche in atto, semplicemente fisiologico e ancestrale.

Gli stessi esperti, però, ci ricordano che nella nostra società essere “belli (secondo i canoni del momento) porta numerosi vantaggi. Lo vediamo nei fatti, ma anche numerosi studi lo dimostrano: l’avvenenza è associata (anche) al successo. Alzi la mano chi non ha mai conosciuto un collega, parente, amico che grazie alla corrispondenza di canoni estetici piacevoli, abbia avuto casualmente più “fortuna“.

Non sempre lo specchio è nostro amico – Grantennistoscana.it

Di conseguenza, la nostra attenzione è ancora più rivolta verso il soddisfare le esigenze della società. E come possiamo ben immaginare, non sempre è facile. Tanto che, negli ultimi anni, è aumentata tra le persone una determinata patologia, che si chiama dismorfofobia.

Innanzitutto, come ricordano gli esperti, quello che vediamo di noi non è la stessa cosa che percepiscono gli altri. Le influenze esterne, però, possono causare conflitto e innescare in alcune personalità più fragili dei veri e propri disturbi psichiatrici. Numerosi soggetti arrivano a pensare che una parte del proprio corpo sia orribile e ciò innesca una serie di comportamenti autolesivi, di varia gravità. La quotidianità di una persona dismorfofobica è molto difficile, poiché dovrà sempre combattere per nascondere (quando addirittura distruggere) la parte di sé che arriva ad odiare.

Il comportamento psicotico comprende anche un paradosso: il soggetto si specchia continuamente, perché insieme al disprezzo si innesca un’irresistibile attrazione. Un circolo vizioso che crea disagio nel rivedere la propria immagine e al tempo stesso conforto nell’alimentazione del disagio stesso.

Purtroppo in questi casi non c’è altro da fare che rivolgersi ad uno specialista, che aiuterà il paziente a riconoscere le cause del disturbo e a creare con esso un percorso idoneo.

Stefania Stefania Guerra

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