US Open: Musetti e Kalinskaya in Doppio Misto, Tre le Coppie con un Azzurro. Sinner e Alcaraz Restano Fuori

New York aspetta il crepuscolo e le storie veloci del doppio misto: accoppiate inattese, mano calda a rete, partite che si decidono in un soffio. In mezzo al frastuono dell’US Open, tre coppie con un azzurro promettono scintille, mentre due nomi enormi restano, per ora, fuori dal quadro.

Allo US Open, il doppio misto è la parentesi che sorprende. Ritmi rapidi. Geometrie nuove. Facce sorridenti dopo scambi da highlight. Dentro c’è anche la curiosità di chi rimescola il mazzo e prova qualcosa di diverso. Qui entra Lorenzo Musetti.

Il carrarino torna nella specialità dopo i quarti raggiunti nel 2025 in coppia con McNally. Non è un dettaglio. Il misto valorizza tocco e letture, due tratti che Musetti possiede. Stavolta fa squadra con Anna Kalinskaya, giocatrice solida, brava a tenere il ritmo e a cambiare marcia quando serve. Sulla carta, i due si incastrano: mano elegante lui, presa ferma lei. Se reggono le prime volée, possono andare lontano.

Le coppie azzurre in campo

La seconda coppia parla italiano dalla prima all’ultima lettera: Sara Errani e Andrea Vavassori difendono il titolo. È una responsabilità, ma anche una spinta. L’alchimia c’è: Errani sa anticipare l’angolo, Vavassori copre campo e chiude. Il misto, di norma con tabellone a 32 coppie e match decisi dal super tie-break a 10, non perdona le esitazioni. Loro, un anno fa, hanno riempito proprio quei vuoti.

La terza coppia con un azzurro è intrigante: Flavio Cobolli insieme a Belinda Bencic. Arrivano da campioni a Indian Wells, un segnale forte. Bencic porta carisma e letture da campionessa olimpica; Cobolli, in crescita, aggiunge spinta e coraggio nei momenti caldi. È una squadra “a elastico”: quando l’inerzia balla, loro sanno tirarla dalla parte giusta.

A livello pratico, la entry list può muoversi fino a ridosso del sorteggio. Contano le combinazioni di ranking e le possibili wild card. Il misto è un laboratorio tattico: servizio sulla pancia, chip corto per spezzare il ritmo, cambio lato d’improvviso. È anche un patto emotivo. Quando la testa gira, si vince in due.

Chi manca (per ora) e perché conta

Ed eccoci al punto che tutti si chiedono: perché Jannik Sinner e Carlos Alcaraz restano fuori, almeno per ora? Le ragioni sono concrete. Calendario fitto. Gestione fisica. Focus su singolare e (eventuale) doppio. In uno Slam che ti prende l’anima, il margine di rischio si misura al grammo. Nulla vieta cambi dell’ultima ora, ma ad oggi non ci sono segnali confermati di un loro ingresso nel misto.

Al netto delle scelte, il fascino del misto sta nell’imprevedibilità. Una palla corta ben mascherata, un cross stretto, un riflesso a rete, e la serata si accende. A New York succede spesso che un campo laterale esploda d’applausi per una coppia nata “per provare”. È lì che il tennis torna gioco, senza perdere intensità.

Intanto, gli occhi vanno alle tre coppie con un azzurro. Musetti–Kalinskaya per la qualità, Errani–Vavassori per la memoria recente e il mestiere, Cobolli–Bencic per l’onda lunga di un titolo fresco. Dentro questo triangolo ci sono stili che non si pestano i piedi ma si parlano. E l’US Open, quando sente sintonia, fa spazio.

Poi viene la notte. Le luci, il brusio, un super tie-break che corre veloce. E noi, da bordo campo o dallo schermo, a chiederci: chi avrà il coraggio della giocata giusta al punto 9-9?